Ossesione antisemita propal, sequel di James Bond boicottato perchè attore protagonista è ebreo

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Ossesione antisemita propal, sequel di James Bond boicottato perchè attore protagonista è ebreo

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La campagna di boicottaggio antisemita dopo il 7 ottobre non poteva non colpire anche il mondo del cinema, da sempre nel mirino dei leoni da tastiera propalestinesi.

A farne le spese il nuovo sequel di James Bond, che verrà interpretato dall’attore ebreo Aaron Taylor-Johnson.

Appena l’indiscrezione stava diventando notizia, gli haters si sono scagliati sui social contro il film e contro l’intera società di produzione, la Eon, così attaccata: “Non compreremo un biglietto per nessuno dei vostri film. Boicotteremo tutto”.

Gli odiatori di “professione” hanno subito lanciato su X l’hashtag #BoycottJamesBond e altri hashtag simili, criticando aspramente Taylor-Johnson per la sua religione.

“Cattivo momento per il casting, visto che Israele sta commettendo un genocidio a Gaza. Vergognatevi. Ci auguriamo che la vostra azienda crolli”, oppure “Boicottate Bond, la Palestina sarà liberata”.

Questo episodio rispecchia il cortocircuito creato dopo la mattanza di Hamas contro i cittadini del sud di Israele il 7 ottobre.

A far scattare la guerra non è stato lo Stato ebraico, ma il gruppo terrorista che governa la Striscia di Gaza dal 2007, ultimo anno in cui vennero fatte le elezioni.

In maniera inaspettata (?) il massacro di Hamas ha permesso a tantissime persone di esprimere liberamente il proprio antisemitismo. Il 7 ottobre non ha creato un nuovo odio antiebraico, ma l’ha “legittimato”.

In più, se il boicottaggio degli odiatori si muove sui social puntando sulla controffensiva israeliana dopo il 7 ottobre, cosa c’entrano gli ebrei in generale?

Cosa c’entra in questo caso Aaron Taylor-Johnson?

La risposta è ahinoi semplice, banale se volete. Gli haters ritengono gli ebrei di tutto il mondo responsabili di ciò che fa Israele.

È questo l’antisemitismo. È l’avversione contro gli ebrei di tutto il mondo.

Un’avversione che sarebbe stata più “comprensibile” (tra molto virgolette!) se l’attore fosse stato israeliano. E invece, è proprio quel sentimento antisemita che porta gli odiatori a ritenere tutto il popolo ebraico responsabili delle azioni di Israele, che nel caso specifico è una risposta alle 1200 vittime, agli stupri e ai rapimenti perpetrati da Hamas il 7 ottobre.

 

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