Italia e Stato palestinese: si al riconoscimento ma non ora

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Sì al riconoscimento di uno Stato palestinese, ma a determinate condizioni. E’ questo il messaggio che è passato oggi attraverso il Parlamento italiano dopo l’approvazione di due mozioni presentate rispettivamente dal Partito Democratico e da Area popolare-Scelta civica.
La prima, votata da 300 sì e 45 no, chiede di “continuare a sostenere in ogni sede l’obiettivo della costituzione di uno Stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo stato d’Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo”. La mozione di Ap-Sc invece pone ulteriori paletti e chiede più garanzie prima del riconoscimento vero e proprio: i popolari chiedono infatti che si lavori affinché Hamas e ANP raggiungano un intesa all’insegna dell’abbandono della violenza e del riconoscimento dello Stato d’Israele, per porre quindi le basi che portino alla costituzione di uno Stato di Palestina.
La scelta è riassunta in modo efficace nelle parole del Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il quale ha affermato che “c’è il diritto dei palestinesi a un loro stato e il diritto dello stato di Israele a vivere in sicurezza di fronte a chi per statuto vorrebbe cancellarne l’esistenza. In questo quadro il governo valuta favorevolmente l’impulso parlamentare a promuovere il riconoscimento di uno stato palestinese e a fare tutti gli sforzi per riprendere il negoziato tra le parti”.
Nonostante qualche scontento politico, l’approvazione delle due mozioni confermano più o meno le decisioni e i valori sanciti dagli Accordi di Oslo, di cui anche l’Europa si fece garante in un momento successivo. Per questo, a pochi secondi dall’ufficializzazione delle mozioni, è giunto l’apprezzamento dell’Ambasciata di Israele in Italia, che ringrazia per non aver riconosciuto subito lo Stato palestinese, ma di aver espresso la volontà di passare attraverso il tavolo dei negoziati a cui siederanno i leader di entrambi i popoli.
Afflitti invece i pentastellati e gli esponenti di Sel, che hanno visto cadere le mozioni presentate, per le quali l’Italia avrebbe dovuto approvare senza alcuna condizione il riconoscimento della Palestina.

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