L’Iran e il terrorismo palestinese hanno ammesso i loro rapporti decennali

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L’Iran e il terrorismo palestinese hanno ammesso i loro rapporti decennali

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L’Iran e il terrorismo palestinese hanno fortissimi legami da due decenni. Un’ovvietà per chi segue senza pregiudizi quanto accade in Medio Oriente, meno per chi si ostina a guardare con occhi benevoli il regime di Teheran.

Chi fa parte del secondo gruppo dovrà ricredersi davanti all’evidenza o quantomeno non avrà più appigli per la propria tesi.

Sono di questi giorni, infatti, le dichiarazioni delle parti in causa, che non lasciano dubbi sui decennali rapporti di cui sopra.

Una serie di articoli pubblicati dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha messo in luce il rifornimento di armi e tecnologia dell’Iran ai gruppi terroristi palestinesi (tra cui il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina), voluti dell’ex comandante della Forza Quds, Qasem Soleima ni, per rafforzare l’influenza della Repubblica Islamica sul Medio Oriente per:

“Lavorare a stretto contatto con tutti questi gruppi indipendentemente dalle loro predilezioni religiose e politiche (…) e rafforzare la resistenza contro il regime sionista in Palestina”.

Un’altra conferma è arrivata dal cofondatore di Hamas e suo importante esponente, Mahmud al-Zahar, che alla televisione libanese “Al Mayadin” ha detto:

“Il nostro rapporto risale al 1991, all’epoca l’Iran inviò alcuni suoi funzionari ad ascoltarci. Ho visitato l’Iran quando ero ministro degli affari esteri incontrando tutti i partiti politici, una occasione in cui è stato rafforzato il nostro rapporto non solo nel campo militare ma anche a livello politico: la battaglia per liberare la Palestina dall’occupazione e la creazione di uno Stato palestinese. Come tutti sanno, la battaglia finale promessa è un fatto coranico. E tutti coloro che prendono parte a questa battaglia cambieranno non solo la geopolitica di tutta la regione, ma a Dio piacendo, andranno anche in Paradiso”.

L’Iran per sua stessa ammissione ha stretto rapporti con gruppi terroristi non interessandosi delle loro “predilezioni religiose e politiche”, purché si combattano Israele e gli ebrei.

Alla luce di queste dichiarazioni, chi avrà il coraggio di sostenere il contrario?

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