I palestinesi come non li hai mai visti

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Micol AnticoliEditor & Event Manager
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Medio Oriente

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Foto di Andrea&Magda

La Palestina è un’area geografica che può riferirsi alla Striscia di Gaza oppure a una parte della West Bank. Chi non riconosce Israele, come Hamas o l’Autorità Nazionale Palestinese, chiama “Palestina” anche tutto il territorio israeliano. Nel servizio de L’Espresso che vi proponiamo, vi sono interessanti fotografie dei fotografi italo francesi Andrea e Magda che ritraggono la società palestinese in diverse occasioni, anche se non si capisce bene dove siano state scattate, appunto se nella West Bank o nella Striscia di Gaza.

È interessante notare come le persone lì ritratte rappresentino un tipo di palestinese che nell’immaginario collettivo non esiste: in occidente i media e le istituzioni ci hanno sempre abituato a vedere il palestinese come un profugo, un oppresso, un carcerato. Addirittura c’è chi afferma che la Palestina (quale? Non si sa.) sia una prigione a cielo aperto oppure addirittura un campo di concentramento. Gli stessi autori del testo che accompagna le foto non vogliono allontanarsi troppo da ciò che siamo abituati a sentire sulla popolazione palestinese e descrive le immagini come la rappresentazione di una società “tra realtà e miraggio” (così recita il titolo della mostra) incolpando però velatamente Israele di non permettere ai palestinesi di realizzare questo miraggio, e parlano infatti di “sviluppo economico sotto occupazione”.

Impiegata palestinese in una azienda israeliana nella West Bank

Impiegata palestinese in una azienda israeliana nella West Bank

La realtà dei fatti però imporrebbe a chi vuole fornire un buon servizio di informazione di valutare due elementi principali: le forme politiche che governano i territori palestinesi e la gestione economica di questi. Se infatti alcuni sviluppi sono ancora un miraggio, non è di certo a causa di una occupazione che non esiste. Quelli della West Bank sono infatti territori contesi, spartiti così come li vediamo oggi dagli Accordi di Oslo firmati a suo tempo anche da Yasser Arafat. Israele, benché se ne dicano di peste e corna, ha aperto molti canali economici e formativi in accordo con l’ANP, affinché i territori palestinesi della Cisgiordania possano svilupparsi meglio ed essere più indipendenti; molte aziende israeliani che hanno fabbriche e uffici nella West Bank, assumono dipendenti palestinesi che non avrebbero altrimenti valide alternative di lavoro nella città arabe. Elemento determinante invece è la gestione dei flussi economici da parte di Gaza e della West Bank. Da una parte l’organizzazione terrorista di Hamas che ha il monopolio e il controllo su tutto ciò che entra, esce e circoli nella Striscia e dall’altra una gestione mafiosa dell’ANP di Mahmoud Abbas, che fa mangiare i suoi e pochi altri, per poi tenere a stecchetto la popolazione e in particolari i ceti più svantaggiati. In questa chiave, ricordando chi governa e come lo fa, si avrebbe sicuramente una fotografia più nitida di cosa accada in quella che alcuni vogliono chiamare “Palestina”.

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