Germania: Mein Kampf nelle scuole, protestano le comunità ebraiche

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Yoseph Fatucci
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Tra poco meno di una settimana, il trentuno dicembre, scadranno i diritti d’ autore del Mein Kampf, pubblicato nel 1925 e attraverso il quale Adolf Hitler espose il suo programma politico e delineò gli ideali del partito nazista. Dopo la morte del fuhrer, nel 1945, il copyright dell’ opera passò allo stato della Baviera insieme a tutti i suoi beni.

Il libro tornerà pubblico a partire dal primo gennaio, settant’ anni dopo la morte del dittatore, giorno in cui scadranno i diritti d’ autore detenuti dalla Baviera. È stata preparata una nuova edizione con una tiratura limitata di quattromila copie, curata dall’ Istituto di Storia Contemporanea e corredata da più di tremila note scritte da un’ equipe di illustri storici, al fine di spiegare tutte le tesi contenute nel volume.

Josef Kraus, presidente dell’ Associazione degli Insegnanti Tedeschi, ha affermato che, a suo parere, alcuni brani del testo dovrebbero far parte delle lezioni di storia delle scuole superiori.

Ha rilasciato delle dichiarazioni all’ Handelsblatt, quotidiano tedesco, dove dice che “un edizione commentata scientificamente potrebbe essere un utile contributo all’ immunizzazione dei giovani contro l’ estremismo politico” e ha continuato dicendo che “le scuole non possono semplicemente ignorare il Mein Kampf”.

Uno scenario che fa invece rabbrividire le comunità ebraiche tedesche.

Charlotte Knobloch, presidente della comunità ebraica di Monaco e Alta Baviera, ha risposto tramite lo stesso quotidiano che “è un gesto irresponsabile utilizzare un libro profondamente antisemita”. Per la Knobloch le scuole tedesche trattano ancora in maniera superficiale, “come fosse un figlio della serva”, l’ ebraismo e ciò che gli ebrei hanno dato alla Germania fino al 1933. Ha concluso con un’ ultima, pungente, critica, affermando che “la rielaborazione dell’olocausto e del nazismo mirata a rendere gli alunni persone consapevoli della storia e delle proprie responsabilità, animandoli alla difesa di valori di libertà e democrazia è ben pensabile e auspicabile anche senza la lettura del Mein Kampf”.

Questa spinosa questione ha visto intervenire anche i partiti politici. L’ Spd ha difeso la posizione degli insegnanti, spiegando che “il Mein Kampf è un testo spaventoso e mostruoso, è compito di insegnanti qualificati smascherarne i contenuti antisemiti”. I Verdi si sono mostrati più scettici, preoccupati maggiormente dai “testi populisti contemporanei più facilmente accessibili ai giovani” piuttosto che dalla “ormai vecchia spazzatura di Hitler”.

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