Germania, funzionari ambasciate accusati di antisemitismo

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In Germania alti funzionari delle ambasciate tedesche di diversi paesi sono finiti sotto accusa per antisemitismo.

Secondo un’inchiesta condotta dalla Bild, molti diplomatici di Berlino avrebbero utilizzato i profili social per esternare la propria ostilità nei confronti di Israele e addirittura per sostenere “la distruzione dello Stato ebraico”.

Diplomatici che secondo il prestigioso quotidiano tedesco hanno alle spalle una brillante carriera e “anni e anni di pubblico servizio”. Tra questi, la Bild ha citato Christian Clages, attuale ambasciatore a Ramallah, presso l’Autorità nazionale palestinese, che tramite l’account Twitter  ufficiale avrebbe definito il governo di Gerusalemme una “compagine nazista” e tramite quello Facebook avrebbe messo “mi piace” a post che inneggiavano la distruzione di Israele.

La risposta della diplomazia tedesca non si è fatta attendere. Il suo capo, il socialdemocratico Heiko Maas, ha reso nota l’apertura di un’indagine per verificare le accuse apparse sulle colonne della Bild.

Heiko Maas che non ha usato mezze misure per intervenire direttamente sulla vicenda:   

“In Germania non c’è posto per nessuna forma di intolleranza. Se un funzionario pubblico si abbassa a lanciare accuse becere e inquietanti contro il popolo ebraico, è giusto che paghi duramente, in quanto è in gioco la credibilità della nostra democrazia, nata dalla lotta al nazismo”.

Qualora quanto scritto dalla Bild dovesse trovare riscontro, in Germania tornerebbe a rimpiombare nell’antisemitismo.

Nel paese l’odio antiebraico sta occupando da mesi le cronache, visto il cospicuo aumento dell’antisemitismo nel 2018 e i numerosi episodi in cui sono ci sono state aggressioni verbali e fisiche nei confronti degli ebrei.

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