Gerhard Klammer, l’uomo che fece catturare Adolf Eichmann

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Daniel Clark
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Gerhard Klammer, l’uomo che fece catturare Adolf Eichmann

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La persona cerchiata è Adolf Eichmann, alla sua sinistra Gerhard Klammer

C’è una nave che parte da Genova alla volta dell’Argentina. Su quella nave, un uomo sale in cerca di fortuna. È il 1949. Nello stesso periodo, c’è un altro uomo che arriva nel paese sudamericano.

I due viaggi sono stati estremamente diversi, così come i due protagonisti. Loro non lo sanno, ma il destino li legherà in maniera indissolubile, come solo la vita sa fare.

Il primo si è imbarcato clandestinamente sulla nave. Si è lasciato alle spalle a una vita di lavori saltuari e mal pagati. Non porta con sé moglie e figli, ma promette loro di ricongiungersi appena la fortuna gli sorriderà al di là dell’Oceano.

Il secondo parte per l’Argentina con il suo passaporto nuovo e quando arriva a Buenos Aires viene accolto da tante persone pronte ad aiutarlo.

Entrambi vogliono rompere con il passato, ma per motivi estremamente diversi.

Uno si chiama Gerhard Klammer ed è un geologo di Gottingen, città della Bassa Sassonia in Germania.

L’altro è Adolf Eichmann, uno dei maggiori responsabili operativi dello sterminio di sei milioni di ebrei, perpetrato solo pochi anni prima.

Klammer è entrato in Argentina con il suo vero nome. Eichmann si fa chiamare Ricardo Klement e come tanti nazisti di rango è arrivato nel paese anche grazie alle protezioni e connivenze del governo argentino.

Trovano entrambi lavoro alla Capri, acronimo che sta per Compañía Argentina para Proyectos y Realizaciones Industriales, azienda edile fondata da Carlos Fuldner, argentino ma di origine tedesca, ex militare di alto grado nelle SS, dove gli i nazisti in fuga trovano accoglienza.

Ed è qui che cambierà per sempre la loro vita.

Klammer capisce subito che il suo posto di lavoro pullula di nazisti in cerca di una seconda vita. Tutti in azienda, e non solo, sanno che dietro a Ricardo Klement si cela uno dei criminali nazisti più spietati.

Klammer schifa i nazisti e quello che hanno commesso nei confronti di milioni di persone. Prova a denunciare quello che ha scoperto alle autorità tedesche in Germania, che però sono troppo prese a ritrovare la stabilità dopo la guerra.

Allora decide di rivolgersi al suo vecchio amico Giselher Pohl, un pastore che poteva rivolgersi a personalità influenti, come il vescovo Hermann Kunst, il quale anziché passare per l’autorità politica andò da Fritz Bauer, procuratore, ebreo e socialdemocratico.

Bauer contatta il Mossad, ma il servizio di intelligence israeliano è già rimasto scottato dalle passate segnalazioni del procuratore e decide di non fare nulla.

A quel punto Bauer manda una foto in Israele, dove si vede ritratto Adolf Eichmann, immortalato con un sorriso beffardo. Uno di quelli, che sembra dire “ce l’ho fatta a mettermi al sicuro, non mi prenderete mai”.

Gerhard Klammer Eichmann

Una foto rimasta monca per anni con l’intento di nascondere la vera identità di Klammer, che oggi è venuta alla luce. Foto che convince il primo ministro israeliano Ben Gurion a dare l’ordine al Mossad di catture Eichmann, nome in codice “Attila”.

Klammer, che poi fu raggiunto dalla famiglia in Argentina, dà un enorme contributo alla cattura di Eichmann, che si sentiva sicuro nella sua abitazione, poco fuori Buenos Aires, al 4261 di Calle Chacabuco, nel quartiere di Olivos.

Gerhard Klammer morì nel 1982, Adolf Eichmann venne impiccato nel 1962 in Israele dopo uno dei processi più famosi del secolo.

 

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