Fukuyama Holocaust Education Center, in Giappone un centro dedicato alla Shoah

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Mario Del MonteEditor
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Fukuyama Holocaust Education Center, in Giappone un centro dedicato alla Shoah

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A circa 100 km da Hiroshima, città colpita dall’atomica nel 1945, è stato aperto nel 1995 il Fukuyama Holocaust Education Center, una struttura che cerca di coinvolgere migliaia di studenti giapponesi per discutere del tema della Shoah.

Fondato dal Beit Shalom, un’organizzazione cristiana pro-Israele, il centro educativo ha al suo interno un museo che ripercorre la storia del genocidio ebraico, dalla costruzione della propaganda di odio dei nazisti fino alla Soluzione Finale del ’41. Oltre a una replica della famosa scritta campeggiante sul cancello di Auschwitz, “Arbeit Macht Frei”, il museo ospita una fedele ricostruzione della stanza dove la famiglia di Anna Frank si nascose durante le persecuzioni ad Amsterdam con tanto di oggetti appartenuti a lei. Alla ragazza, il cui caso è ben noto in Giappone grazie alla diffusione del suo diario, è dedicata anche una statua situata nel giardino all’esterno dove è piantato un piccolo albero, tagliato da quello veramente cresciuto fuori dal palazzo dove si nascose.

Ciò che però in Giappone è poco diffusa è la conoscenza dell’alleanza del paese con i nazisti e i suoi crimini di guerra commessi in Cina e Corea tra gli anni ’30 e ’40. Il direttore del centro, Makoto Otsuka, si è detto preoccupato del recente ritorno del nazionalismo in Giappone, rappresentato da leggi come l’obbligo di cantare l’inno nazionale e di mostrare la bandiera nelle scuole, le lezioni di patriottismo e l’incoraggiamento all’arruolamento militare. “Non stiamo dando abbastanza attenzione all’educazione dei bambini, a fargli pensare perché c’è stata questa guerra e come si possono prevenire altre simili tragedie. Più di ogni altra cosa, più di ogni altra lezione, questo è l’obiettivo che si pone l’Holocaust Education Center.”

Gli educatori del centro cercano di focalizzare l’attenzione dei ragazzi giapponesi sull’unicità della Shoah perché nelle scuole il discorso storico è più concentrato sull’utilizzo da parte degli americani della bomba nucleare, facendo passare il messaggio che il Giappone è stata la vera vittima del conflitto. Akio Yoshida, uno dei tanti educatori, si dice speranzoso del fatto che “far capire ai bambini il processo di indottrinamento che ha preceduto il genocidio gli darà la possibilità di riflettere su quale tipo di società vogliono costruire in futuro.”

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