Esplosione in un ospedale di Gaza, Israele: “Colpito da un razzo della Jihad Islamica”

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Daniel Clark
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Esplosione in un ospedale di Gaza, Israele: “Colpito da un razzo della Jihad Islamica”

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La guerra al tempo dei social network.

Basta un clic più rapido rispetto all’avversario e una notizia falsa assume i caratteri della verosimiglianza, che diventa verità assoluta nello spazio di poche ore. Le convinzioni personali, poi, completano il quadro: se una “notizia” conferma ciò in cui sei crede, difficilmente si andrà a verificane l’attendibilità.

E ciò che è successo per il razzo che ha colpito l’ospedale al-Ahli di Gaza, la cui esplosione ha provocato (forse) centinaia di morti. Dalla parte palestinese si è subito puntato il dito contro Gerusalemme, la cui responsabilità oggettiva interessava a pochi.

Israele è una potenza occupatrice e brutale, ha rubato la terra ai palestinesi, perché non potrebbe o dovrebbe lanciare un razzo contro un ospedale?

Israele che, in quanto stato democratico, prima di rilasciare dichiarazioni ufficiali ha dovuto effettuare una serie di verifiche che hanno portato a quello che lo Stato ebraico ritiene essere il responsabile del lancio del missile: la Jihad Islamica.

Ormai, però, era troppo tardi. La falsa notizia era diventata vera anche grazie al pregiudizio antiebraico.

Lo Stato d’Israele ha portato al mondo le prove, sia audio sia video, le quali dimostrano che l’esplosione all’ospedale di Gaza sia stata provocata dall’errore nel lancio da parte dei terroristi palestinesi:

“Sarebbe stato impossibile sapere quanto accaduto con la rapidità con cui Hamas ha dato le informazioni”.

L’ha affermato in una conferenza stampa il portavoce dell’IDF Daniel Hagari, rivelando che l’audio ha registrato una conversazione fra esponenti di Hamas in cui si parla di “razzi non partiti”, arrivati a 450 dall’inizio del conflitto voluto dal gruppo terroristico palestinese il 7 ottobre.

La Jihad Islamica e Hamas hanno, ovviamente, rispedito al mittente tutte le accuse.

Le Forze di Difesa israeliane hanno dovuto indagare a fondo prima di ricostruire i fatti. Dalla parte palestinese, questo non serviva, perché la morte di centinaia di civili innocenti all’interno di un ospedale si sposava alla perfezione con la narrativa antisraeliana.

Israele sta combattendo due guerre, quella sul campo e quella sui social network, dove gli haters non vedono l’ora che qualcuno confermi le loro idee.

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