Emergenza migranti: Ungheria e Bulgaria si rivolgono a Israele per la costruzione di una barriera ai loro confini

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Mario Del MonteEditor
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Emergenza migranti: Ungheria e Bulgaria si rivolgono a Israele per la costruzione di una barriera ai loro confini

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Ungheria e Bulgaria si sono rivolte ad Israele per chiedere consigli su come costruire una moderna recinzione, sulla base di quella presente al confine fra Egitto e Israele, per fermare l’afflusso di rifugiati. Migliaia di migranti entrano ogni giorno nei due Stati dei Balcani partendo dal Medio Oriente e dal Nord Africa dove le guerre e la carenza di mezzi di sussistenza hanno reso la vita impossibile a tantissime famiglie. Per questo, come riportano la Reuters e Israel Radio, i due paesi hanno contattato Gerusalemme per ottenere informazioni utili alla costruzione di una barriera ai loro confini.

In ogni caso sia la Bulgaria che l’Ungheria avrebbero bisogno dell’approvazione dell’Unione Europea per realizzare una simile mossa, un’eventualità molto remota viste le dichiarazioni di un rinnovato impegno nella ricerca di una soluzione al problema da parte di molti leader europei, su tutti la cancelliera tedesca Angela Merkel.

La volontà di perseguire questa strada sembra confermata dal fatto che i funzionari diplomatici di entrambi i paesi non hanno smentito la notizia. Inoltre la Bulgaria gode di buoni rapporti diplomatici con Israele e la cooperazione sul fronte della sicurezza fra i due Stati è molto intensa da qualche anno a questa parte.

Tra il 2011 e il 2013 lo Stato ebraico si è visto obbligato a migliorare i dispositivi di sicurezza lungo il confine di quasi 400 chilometri con l’Egitto per prevenire il grandissimo afflusso di immigrazione illegale dai paesi Africani. Durante quel periodo infatti circa mille persone al giorno oltrepassavano illegalmente la frontiera, con l’implementazione della nuova barriera questo trend si è ridotto drasticamente.

L’unicità della barriera israeliana consiste nell’introduzione di sofisticati rilevatori di movimento ed altri strumenti già utilizzati nella lotta al terrorismo. Gli Stati Uniti, l’India e altri paesi hanno mostrato interesse per questa innovazione israeliana ed hanno inviato le loro delegazioni ad esaminarla. Se si pensa poi al costo relativamente basso dell’opera ( circa quattrocento milioni di dollari), il progetto risulta ancora più appetibile per alcuni Stati costretti a combattere giornalmente con l’immigrazione clandestina.

Il Primo Ministro ungherese Orban è stato aspramente criticato, soprattutto dalla Germania, per le sue dichiarazioni sull’emergenza rifugiati. Secondo Orban l’ondata di migranti musulmani minaccia le radici cristiane del continente europeo e la colpa è dell’Unione Europea che ha messo a punto una politica nei confronti dell’immigrazione che si è rivelata inefficace. Angela Merkel gli ha risposto ricordandogli che i valori cristiani europei comprendono anche l’importanza per la dignità umana e la protezione di chiunque si trovi in una situazione di pericolo.

 

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