Declassificati gli atti relativi all’attentato contro l’ambasciata israeliana del 1992 in Argentina

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Mario Del MonteEditor
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Declassificati gli atti relativi all’attentato contro l’ambasciata israeliana del 1992 in Argentina

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Cristina Fernandez de Kirchner, presidente dell’Argentina, ha firmato un decreto che ordina la rimozione del segreto di Stato per i documenti che fanno parte dell’investigazione relativa all’attentato all’ambasciata israeliana di Buenos Aires nel 1992 in cui persero la vita 29 persone e ne rimasero ferite più di 200. L’indagine terminò 16 anni fa con la sentenza di una corte che stabiliva la responsabilità dell’organizzazione terroristica Hezbollah ma che non condannava nessuno per il coinvolgimento nell’attacco se non il capo dell’ala militare del gruppo sciita Imad Mughniye, morto misteriosamente nove anni dopo a Damasco.

Mughniye è considerato responsabile anche dell’altro grande attentato che ha coinvolto gli ebrei argentini, quello perpetrato nel 1994 all’edificio comunitario dell’AMIA di Buenos Aires in cui 82 persone rimasero uccise e che è tornato nelle prime pagine dei giornali per le accuse fatte dal procuratore Alberto Nisman nei confronti di alte personalità dello Stato argentino che avrebbero nascosto il ruolo di alcuni funzionari iraniani nell’attacco. Pochi giorni dopo Nisman è stato trovato morto in casa sua.

Le famiglie delle vittime chiedevano da anni la pubblicazione di questi documenti e la Corte Suprema Argentina è riuscita finalmente a obbligare la Kirchner a firmare il decreto. Gli atti declassificati verranno prima esaminati dalle agenzie di intelligence del paese prima di essere diffuse all’opinione pubblica.

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