Caso Dadon, sempre più vicini all’omicidio a sfondo terroristico

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Caso Dadon, sempre più vicini all’omicidio a sfondo terroristico

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Dopo mesi di indagini e di interrogatori, gli inquirenti israeliani sostengono che l’omicidio della 20enne Shelly Dadon, avvenuto il 1 maggio per mano dell’autista di taxi arabo israeliano Hussein Halifa, nasconda dietro motivi nazionalistici. Il conducente, arrestato il 16 maggio, aveva confessato di averla condotta in un’area industriale di Migdal HaEmek e di averla accoltellata con diciassette colpi su tutto il corpo.

L’assassino aveva utilizzato la carta di credito della ragazza qualche giorno dopo l’omicidio, il che aveva portato lo Shin Bet ad arrestarlo. Soltanto qualche tempo dopo però sono emersi dettagli che hanno portato alla conclusione ancora non confermata al 100%, che si tratterebbe di un omicidio di stampo terroristico.

Essenziale alle indagini è stata fra le altre cose la testimonianza del proprietario del taxi che guidava l’assassino, il quale ha sostenuto di aver parlato proprio con Halifa dell’assassinio e alla domanda “perché un uomo dovrebbe mai uccidere una ragazzina?”, il terrorista avrebbe risposto: “Perché loro (gli israeliani) uccidono i bambini piccoli”.

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