Attentato a Beersheva, le reazioni choc del mondo palestinese

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Attentato a Beersheva, le reazioni choc del mondo palestinese

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C’è un ragazzo che offre dolcetti e caramelle ai passanti. Coetanei e non, bambini e adolescenti, il ragazzo non fa differenza, perché vuole festeggiare.

Il suo cuore è talmente pieno di gioia che la condivisione diventa inevitabile.

Come mai tanta felicità? È il suo compleanno? Ha appena sposato l’amore della sua vita? Ha firmato il suo primo contratto di lavoro?

Nulla di tutto questo.

Perché il ragazzo ha offerte dolci a tutti per le strade di Gaza per celebrare l’attentato di martedì scorso a Beersheva, in cui quattro innocenti israeliani sono stati uccisi da un terrorista.

Il suo non è un caso isolato, perché in gran parte del mondo palestinese è stato reso omaggio all’attentatore, i cui fratelli, prima di essere arrestati con l’accusa di complicità, hanno ricevuto le congratulazioni da parte di Hamas.

La radio ufficiale di Hamas ha elogiato il terrorista, pazienza che sia morto anche lui, non importa, perché l’obiettivo è stato raggiunto: uccidere civili israeliani e seminare terrore.

Radio che ha parlato anche a nome della Jihad palestinese, definendo l’attentato una “eroica operazione nella Beersheva occupata”:

“L’occupazione deve essere combattuta con eroiche operazioni di accoltellamento, investimento con veicoli e con armi da fuoco”.

Facciamo attenzione al messaggio, perché oltre all’elogio contiene una falsa propaganda, quella relativa alla “Beersheva occupata”.

Beersheva non si trova nei territori conquistati nel 1967, ma è sempre stata parte dello Stato ebraico, ma come è stato scritto in un articolo del Foglio per Hamas tutto Israele è “terra occupata da liberare”.

La tv e il quotidiano ufficiale dell’Autorità Palestinese che fanno capo ad Abu Mazen hanno dato notizia dell’atto terroristico, utilizzando la parola “shahid” (martire islamico) vittima degli spari di un israeliano.

Anche il gruppo terrorista libanese Hezbollah non ha perso occasione per abbracciare la morte di quattro innocenti israeliani, definendo l’attentato come:

“Vera espressione dello spirito della jihad e dell’autentica resistenza del popolo palestinese. Congratulazioni alle organizzazioni della resistenza per questo attacco. La resistenza, con tutte le sue caratteristiche e in tutta la Palestina, è l’unica via per la vittoria e la piena liberazione”.

Israele piange i suoi morti, altri elogiano gli assassini.

 

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