Archeologi argentini scoprono un nascondiglio segreto dei nazisti in una giungla

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Archeologi argentini scoprono un nascondiglio segreto dei nazisti in una giungla

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Secondo il Telegraph un gruppo di archeologi argentini sta investigando su tre edifici abbandonati, trovati in una giungla vicino al confine con il Paraguay, che secondo loro sarebbero serviti come rifugio per i gerarchi nazisti fuggiti al termine della Seconda Guerra Mondiale. In queste strutture costruite in pietra sono state rinvenute alcune monete tedesche risalenti agli anni ’30, resti di porcellana con la scritta “Made in Germany” e simboli nazisti dipinti sui muri. “Non riusciamo a trovare nessun’altra spiegazione per cui qualcuno abbia voluto costruire questi edifici in una zona così inaccessibile e lontana dal resto della società. Inoltre costruzioni del genere richiedono notevoli sforzi economici e i materiali usati non fanno parte dell’architettura tradizionale della regione” ha riferito al Telegraph Daniel Schavelzon, il capo del team di archeologi.

Schavelzon è un ricercatore presso l’Università di Buenos Aires e ha passato alcuni mesi nel parco di Teyu Cuare, luogo dove il sito è stato scoperto e che si trova nel Nord dell’Argentina. Secondo alcune leggende locali una delle case apparteneva a Martin Bormann, il braccio destro di Hitler. Schavelzon ha smentito questa ipotesi in quanto Bormann si è suicidato nel 1945 e non ci sono prove evidenti della sua presenza nella struttura. Il ricercatore è però convinto che il sito faccia parte del piano segreto dei nazisti, emerso alla fine della Guerra, che prevedeva la costruzione di rifugi sparsi nei luoghi più remoti del pianeta per proteggere le alte cariche del Terzo Reich in caso di sconfitta.

In un’intervista al quotidiano argentino Clarin Schavelzon ha tenuto a specificare che per ora si tratta solo di ipotesi e che è presto per giungere a qualsiasi conclusione ma l’inaccessibilità della zona e la sua posizione strategica a dieci minuti di cammino dal confine con il Paraguay lo portano a pensare che la sua teoria sia corretta. Tuttavia c’è da considerare la possibilità che il rifugio non sia mai stato utilizzato: sono circa cinquemila i nazisti che si stima abbiano vissuto liberamente in Argentina dopo la Guerra con la benedizione del Presidente Peron, tra questi Adolf Eichmann, catturato a Buenos Aires nel 1960 dal Mossad, Erich Priebke, Klaus Barbie e Josef Mengele. Probabilmente i gerarchi capirono immediatamente che non c’era bisogno di nascondersi e abbandonarono i nascondigli per vivere con la consistente comunità germano-argentina che li accolse e li nascose per molti anni.

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