Angela Merkel frena sul riconoscimento di uno Stato palestinese

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La Cancelliera tedesca Angela Merkel condivide il pensiero di Netanyahu sulla momentanea impossibilità a fare grandi passi avanti verso la creazione di uno Stato palestinese. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa congiunta con il Primo Ministro israeliano che ha avuto luogo ieri a Berlino. Un vero e proprio assist a Bibi che ha definito “bizzarra” la recente proposta francese di istituire un’apposita conferenza di pace e, nel caso in cui questa fallisse, di un diretto riconoscimento della Palestina da parte del governo di Parigi.

“L’Unione Europea, e la Germania come Stato Membro, cercano di vedere le cose in maniera realistica” ha dichiarato Angela Merkel, “riconosciamo la minaccia terroristica con cui Israele deve confrontarsi. Crediamo però che bisogna promuovere la pacifica coesistenza basata sui due Stati per due popoli”. La Merkel ha comunicato di aver discusso con Netanyahu dei prossimi possibili passi da intraprendere riconoscendo che “non è il momento adatto per grandi cambiamenti” sebbene sia possibile “migliorare le cose in alcune aree in particolare sotto il profilo economico”.

Netanyahu ha accolto positivamente i commenti della Merkel ed ha evidenziato che negli ultimi tempi gli stessi concetti sono stati espressi dal Presidente americano Barack Obama e dal leader dell’opposizione israeliana Isaac Herzog. Per quanto riguarda la proposta francese Netanyahu ha detto di ritenerla bizzarra perché non considerando le legittime richieste di sicurezza dello Stato Ebraico è destinata a fallire e perciò a condurre direttamente al riconoscimento ufficiale. “Così i palestinesi sapranno che le loro condizioni saranno accettate a priori e non dovranno scendere a compromessi su nulla” è stato il giudizio del Primo Ministro israeliano che ha ribadito la necessità di negoziati bilaterali senza precondizioni, l’unica strada per un negoziato credibile.

Il piano francese, presentato poche ore prima dall’ambasciatore francese Patrick Maisonnave, prevede una conferenza di pace a Parigi durante l’estate che sarà preceduta da un’ulteriore incontro fra i rappresentanti di un gruppo di supporto internazionale a cui sarà vietata la partecipazione sia alla delegazione israeliana che a quella palestinese. Pierre Vimont si occuperà della vicenda e nei prossimi giorni saranno organizzati incontri con il governo israeliano per trovare un compromesso.

Riguardo ai rapporti con l’Unione Europea Netanyahu ha specificato che per riprendere discorsi costruttivi “Israele deve essere trattato equamente”. “Non siamo il problema del Medio Oriente ma parte della soluzione. Senza Israele il Medio Oriente sarebbe inondato di estremisti islamici radicali che potrebbero poi puntare all’Europa. Siamo lo scudo della civiltà Occidentale proprio nel cuore del Medio Oriente” sono state le parole del Primo Ministro israeliano al riguardo.

Infine Angela Merkel ha dichiarato che la Germania non normalizzerà i rapporti con l’Iran a meno che la Repubblica Islamica non riconosca Israele. Ora che le sanzioni economiche imposte al regime degli ayatollah sono state rimosse molti paesi Occidentali si apprestano a chiudere con l’Iran contratti multi-miliardari. Allo stesso tempo la donna più potente d’Europa, andando contro gli interessi del suo paese, vincola la normalizzazione dei rapporti fra Germania e Iran al riconoscimento d’Israele da parte del suon nemico esistenziale. Un gesto che riempie di significato la frase “Israele, l’Europa e la Germania stanno affrontando le stesse sfide e dobbiamo discutere insieme come combattere fermare la minaccia terroristica” pronunciata dalla Merkel durante la conferenza stampa congiunta.

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