Alfred Dreyfus, quando essere ebreo era una colpa

Redazione
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Antisemitismo

Alfred Dreyfus, quando essere ebreo era una colpa

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Diventare un simbolo non sempre porta con sé fama e gloria. Può rappresentare un dolore lancinante, figlio di un’ingiustizia che ancora oggi fa discutere a distanza di più di un secolo.

Era il 1894, quando il capitano dell’esercito francese Alfred Dreyfus venne accusato di alto tradimento in una Francia tenuta nella morsa di lotte sociali, eredità dei decenni precedenti.

Alfred Dreyfus era nato in Alsazia, allora territorio tedesco, e aveva una grande “colpa” da espiare: essere ebreo. Essere ebreo in quegli anni – ma non solo – divenne l’equivalenza del tradimento, che andava pagata con la detenzione e con l’accusa di aver fornito informazioni militari riservate all’ambasciata tedesca.

Un processo sommario gli valse la condanna all’ergastolo e la deportazione nell’Isola del Diavolo, nota colonia penale al largo della Guyana francese. A farlo finire in manette fu una lettera indirizzata al nemico tedesco, con la promessa di altre in arrivo.

Alfred Dreyfus non scrisse mai quella lettera, la prova calligrafia non lo inchiodava. La Germania rivelò che non era lui ad averla scritta. Nonostante questo, vengo creato ad arte un nuovo processo farsa, che gli face rivivere quel dolore e quell’ingiustizia che attinge nell’antisemitismo.

Un antisemitismo denunciato da Emile Zola, che venne a sua volta condannato per diffamazione nel 1898. Un anno prima il capo dell’ufficio informazioni dello stato maggiore francese, il colonnello G. Picquart, fece luce sul documento incriminato, che era opera del maggiore di fanteria M.-Ch.-F. Walsin Esterhazy.

Il percorso che porterà alla riabilitazione di Alfred Dreyfus non fu né semplice, né immediato. Nel 1899 venne confermata la sua colpevolezza e condannato a dieci anni di prigione, evitato solo per la grazia concessa dal Presidente francese. Solo nel 1906, Alfred Dreyfus venne scagionato ufficialmente e reintegrato.

Quale architettura ci fu dietro a quello che la storia conoscerà come l’”Affare Dreyfus”? Chi furono i responsabili che portano un uomo a subire atroci sofferenze?

Non lo sappiamo, ma conosciamo quale aria si respirava in Francia in quegli anni. Come nel 1886, quando il libro antisemita di Edouard Drumon, “La France juive”, portò alla ribalta l’equazione “ebreo=traditore per definizione”, che non solo non subì alcuna condanna ma ebbe un gran successo.

Alfred Dreyfus è diventato il simbolo dell’antisemitismo che portò un laico come Theodor Herzl a sognare una patria per gli ebrei.

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