New York Times: “Il numero due di Al Qaeda ucciso in Iran dal Mossad”

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Medio Oriente

New York Times: “Il numero due di Al Qaeda ucciso in Iran dal Mossad”

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Secondo il New York Times, Abu Muhammad al-Masri è stato ucciso lo scorso 7 agosto. Un giorno rimasto nel cuore degli americani, visto che 22 anni prima Al Qaeda aveva inferto il primo colpo al cuore agli Usa, uccidendo 224 persone negli attentati alle ambasciate americane in Kenya e Tanzania, la cui organizzazione porta(va) la firma proprio di Abu Muhammad al-Masri, numero due dell’organizzazione terroristica creata da Osama Bin Laden.

Era il 1998 e gli Usa non sapevano che da lì a tre anni, la coscienza del paese sarebbe stata ferita ancora più gravemente sempre per mano di Al Qaeda.

Quella stessa Al Qaida che nell’estate scorsa sembra abbia perso il secondo in linea di successione. Sembra perché, NYT a parte, nessuno delle parti in gioco, per motivi diversi, ha confermato o in precedenza dato la notizia: anzi, una l’ha addirittura smentita.

E quali sono le parti in gioco?

Gli Usa che da anni avevano messo su di lui una taglia di 10 milioni di dollari, il Mossad presunto autore materiale dell’uccisione di Al Masri, l’Iran visto che l’omicidio si sarebbe consumato a Teheran e ovviamente Al Qaeda.

Il New York Times ha scritto che il professore di storia libanese ucciso a Teheran il 7 agosto a bordo della sua automobile non sarebbe Habib Daoud, ma proprio Abu Muhammad al-Masri, che stava tornando a casa nel quartiere residenziale della capitale dove abitano i capi dei Pasdaran. Erano circa le ore 21, quando due uomini in moto si sono affiancati alla macchina e quello sul sedile posteriore ha esploso cinque colpi. Ad avvalorare questa tesi c’è anche il fatto che il nome Habib Daoud non comparire in nessuna database e non è stato mai menzionato dai media iraniani o libanesi.

Una vicenda dai molti lati oscuri, come molte che accadono in Medio Oriente. Una vicenda che sembra la trama di un film e invece, pare, sia accaduta a Teheran, in una calda sera d’estate.

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