Vietato agli ebrei bere alle stesse fontanelle dei musulmani, il razzismo sul Monte del Tempio

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Micol AnticoliEditor & Event Manager
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Antisemitismo

Vietato agli ebrei bere alle stesse fontanelle dei musulmani, il razzismo sul Monte del Tempio

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Oggi parliamo degli episodi di razzismo in Israele, quelli degli arabo israeliani che non permettono agli ebrei di bere alle loro stesse fontanelle pubbliche sul Monte del Tempio, cioè nei dintorni della Moschea di Al Aqsa.

In questo VIDEO si possono vedere perfettamente donne esaltate che non accettano che un ebreo beva alle fontanelle di quel sito. Non si tratta ovviamente di un luogo sacro o di una fontanella speciale, non è insomma “acqua santa”. Alla Moschea infatti gli arabi musulmani mangiano, bevono, giocano a calcio, si picchiano, organizzano barricate contro i poliziotti israeliani e non si fanno scrupolo di utilizzare la stessa “casa del Signore” per nascondere armi e bombe molotov.

Il motivo è soltanto uno: il razzismo. Un razzismo mai raccontato dai media occidentali, ma che esiste.

Famiglia ebraica Monte del TempioTanto per ricordare qualche nozione, il Monte del Tempio è così chiamato dagli ebrei perché lì sorgeva il Beit HaMikdash, l’antico Tempio di Salomone, distrutto dai Babilonesi prima e dai Romani poi. E’ stato l’unico luogo sacro per gli ebrei in tutta la storia del popolo israelita, mai un luogo diverso avrà santità eguale. All’interno del Tempio vi era un luogo chiamato Kodesh Hakodashim, il Santo dei Santi, dove vi erano riposte le Tavole della Legge. Un luogo talmente alto spiritualmente che soltanto il Grande Sacerdote e nessun altro poteva entrare, soltanto nel giorno dell’espiazione (Kippur).

Dunque, la Moschea di Al Aqsa fu costruita proprio sopra all’unico luogo sacro agli ebrei. A questi ora resta soltanto il Muro Occidentale, anche chiamato Muro del Pianto, che è una piccola sezione del muro di cinta che circondava il Tempio. Finché Gerusalemme fu nelle mani degli arabi, gli ebrei non poterono neanche avvicinarsi al Muro Occidentale per pregare; lo poterono fare soltanto dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967 quando Israele riconquistò la città.

Kotel 1967 Da quel giorno, neanche a dirlo, Gerusalemme tornò ad essere la città libera di tutti, dove cristiani ebrei e musulmani possono pregare nei luoghi sacri che appartengono loro.
Soltanto gli ebrei che vogliono visitare il Monte del Tempio (non la moschea, ma le zone circostanti) incontrano enormi problemi a causa di questo razzismo accecato dall’odio.

Molti ebrei esortano i correligionari a non andare in quel luoghi per non fornire ai musulmani la scusa di compiere attacchi terroristici o aggressioni, ma alcuni gruppi di religiosi rivendicano il proprio diritto a visitare il sito. Dal canto loro, i palestinesi ora rivendicano la Moschea di Al Aqsa come il terzo luogo sacro dell’Islam, anche se nel Corano, Gerusalemme non è mai citata. Notoriamente le città sacre per l’Islam sono La Mecca e Medina, ma si sa, per scopi politici se n’è potuta aggiungere anche una terza.

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