Usare la Shoah come strumento per fare marketing

Avatar
Micol AnticoliEditor & Event Manager
-
Antisemitismo

Usare la Shoah come strumento per fare marketing

Antisemitismo
Avatar
Micol AnticoliEditor & Event Manager

Jo Fredriks è un’animalista convinta e una pittrice. In una mostra d’arte tenutasi lo scorso settembre a Gold Coast in Australia, ha pensato bene di usare il suo magnifico quadro per denunciare l’abbattimento giornaliero eseguito in tutto il mondo di milioni di animali. Nel dipinto sono raffigurate delle pecore ammassate in fila che si dirigono al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau con tanto di bandiera nazista sopra al cancello.

Evidentemente la Fredriks ha maldigerito la sua adolescenza trascorsa nella fattoria di famiglia aiutando il padre a lavorare gli animali da macello, una sofferenza che non l’ha dispensata dalle critiche per il nome scelto alla sua opera d’arte: “L’olocausto degli animali”.
A coloro che l’hanno attaccata aspramente, la Fredriks risponde che la parola “olocausto” non appartiene agli ebrei e che non poteva esistere parola migliore per definire il suo sforzo creativo.

Dvir Abramovich, Presidente della commissione contro le diffamazioni dell’associazione ebraica B’nai B’rith, ha definito il titolo inqualificabile affermando che “La Shoah non è uno strumento di marketing e non deve essere mai utilizzato come una metafora per promuovere iniziative perché si rischia di degradare ed umiliare la sofferenza di tutti coloro che furono vittime del più buio capitolo della storia dell’umanità”.

  • Progetto Dreyfus su Instagram

    This error message is only visible to WordPress admins

    Error: API requests are being delayed for this account. New posts will not be retrieved.

    There may be an issue with the Instagram access token that you are using. Your server might also be unable to connect to Instagram at this time.

    Error: No posts found.

    Make sure this account has posts available on instagram.com.

    Click here to troubleshoot

  • FOLLOW US