Telegraph: “il partito laburista ha sospeso 50 membri per antisemitismo”

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Mario Del MonteEditor
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Antisemitismo

Telegraph: “il partito laburista ha sospeso 50 membri per antisemitismo”

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Il partito laburista britannico avrebbe sospeso segretamente almeno cinquanta membri per commenti antisemiti e razzisti, lo riferisce l’autorevole quotidiano inglese Telegraph. La notizia arriva a poche ore dalle dichiarazioni del Segretario Jeremy Corbyn che per la prima volta ha ammesso che il partito ha un problema legato all’antisemitismo pur minimizzandone le dimensioni.

Tra i sospesi c’è ovviamente anche Ken Livingstone, l’ex sindaco di Londra che aveva dichiarato che Hitler era un sostenitore del sionismo. Livingstone si è rifiutato di porgere scuse ufficiali e gli è toccata la stessa sorte della parlamentare Naz Shah che aveva chiesto su Facebook lo smantellamento dello Stato d’Israele per spostarlo negli Stati Uniti. In seguito altri tre politici laburisti sono stati sospesi pubblicamente ma per il Telegraph si tratta solo della punta dell’iceberg. La commissione che si occupa di esaminare i nuovi membri e che può apporre il veto sull’ammissione di profili “poco adatti” sarebbe in difficoltà con l’enorme quantità di sostenitori della sinistra radicale che hanno aderito al Labour Party dall’insediamento di Corbyn e che avrebbero opinioni che definire antisemite è riduttivo. Solamente nelle ultime due settimane sarebbero venti gli epurati dalla commissione per un totale di cinquanta in due mesi. Non proprio “un piccolo numero di persone” come lo aveva definito Corbyn in un’intervista al Mirror.

Da Gerusalemme il capo del partito laburista israeliano Isaac Herzog ha condannato i commenti dei colleghi inglesi ed ha dichiarato di star meditando la cessazione di ogni legame fra i due partiti.

Le critiche al partito di Jeremy Corbyn non si fermano ai commenti dei colleghi di partito. Il leader laburista è infatti oggetto di pesanti critiche per presunti contatti avuti in passato con Hezbollah e Hamas, due organizzazioni terroristiche il cui obiettivo primario è la distruzione dello Stato d’Israele. Il portavoce di Corbyn non ha negato i suddetti contatti ed ha anzi dichiarato che il leader laburista è convinto che sia essenziale parlare anche con chi ha visioni lontane. Mark Regev, neo ambasciatore israeliano a Londra, ha denunciato l’ampio supporto che organizzazioni terroristiche come Hamas ed Hezbollah ricevono dai partiti progressisti inglesi ed ha evidenziato l’ipocrisia di intrattenere rapporti con organizzazioni apertamente omofobe e antisemite.

Infine sono emersi collegamenti fra Jeremy Corbyn e Interpal, una ONG inglese accusata dagli Stati Uniti di supportare l’estremismo islamico. Lo scorso mese proprio Interpal ha sponsorizzato un festival a Gaza in cui durante una recita dei bambini inscenavano l’accoltellamento di soldati israeliani.

Sembra quindi che all’interno del partito laburista si sia aperta una profonda crisi che rischia di far perdere il posto a Corbyn. Il Times riporta la possibilità che alcuni membri più anziani del partito possano nelle prossime settimane rassegnare le loro dimissioni in segno di protesta. Di sicuro si tratta di qualcosa che influenzerà il voto della grande comunità ebraica di Londra nelle prossime elezioni per il sindaco della città.

 

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