Protocolli dei Savi di Sion, storia e utilizzi

Daniel Clark
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Antisemitismo

Protocolli dei Savi di Sion, storia e utilizzi

Antisemitismo
Daniel Clark

I Protocolli dei Savi di Sion sono un libro antisemita scritto dalla polizia segreta russa all’inizio del ‘900, che descrive un fantomatico piano segreto degli ebrei per conquistare e controllare il mondo attraverso finanzia, massoneria e media.

Venne spacciato per un verbale di una riunione svoltasi fra i capi dell’ebraismo mondiale, i Savi di Sion per l’appunto. Ovviamente la riunione non ebbe mai luogo e l’ebraismo mondiale non aveva e non ha capi che lo guidino verso chissà quale obiettivo.

Il testo comparve per la prima volta in una pubblicazione delle “Centurie nere” – un gruppo della destra ultranazionalista vicino alla polizia segreta russa – nel 1903, anno in cui questa collezione di plagi unita ad altri testi antisemiti servì a giustificare le disfatte dell’Impero russo, utilizzando gli ebrei come capro espiatorio.

Negli anni successivi i Protocolli dei Savi di Sion furono la risposta alle isterie del popolo russo, preoccupato per la sconfitta con il Giappone e la successiva rivoluzione. Risposta che ben presto si tramutò in pogrom, le persecuzioni della autorità locali russe ai danni degli ebrei.

Il falso travalicò i confini russi agli inizi degli Anni 20 per approdare in Regno Unito, Francia e Germania e infine negli Stati Uniti. E fu proprio negli Usa che l’industriale Henry Ford ne fece stampare mezzo milione di copie.

Nel 1921 il quotidiano britannico Times dimostrò che i Protocolli dei Savi di Sion erano un falso, scoprendo, fra l’altro, che un brano citato si riferiva al “Dialogo agli inferi tra Machiavelli e Montesquieu”, nei quali i piani per dominare il mondo sono attribuiti a Napoleone III.

Nonostante questo, il testo ebbe successo nella primo dopo guerra in Germania che ne fece uso per giustificare la disfatta bellica. Alla fine del secondo conflitto mondiale, la diffusione dei Protocolli dei Savi di Sion ebbe una flessione in Occidente per poi esser riportati in “auge” da alcuni leader politici del Medio Oriente, che lo utilizzano ancora oggi per attaccare Israele, attribuendogli la falsa volontà di dominare il mondo.

Ricapitoliamo.

I Protocolli dei Savi di Sion sono un testo antisemita scritto dalla polizia russa per giustificare gli errori dell’impero, che venne strumentalizzato dalla Germania per nascondere le responsabilità della sconfitta nella prima Guerra Mondiale. Siamo nei primi decenni del Novecento, quando Israele non era ancora nato.

Oggi i Protocolli dei Savi di Sion sono un testo antisemita utilizzato da alcuni leader arabi e da altri politici giustificare gli errori e demonizzare Israele. 

Cosa ne ricaviamo? Che l’odio antiebraico è nato molto prima della nascita di Israele, che altro non è che un mezzo contemporaneo per continuare ad attaccare gli ebrei.

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