Nove motivi per cui il patto con l’Iran non porterà a un riavvicinamento con l’Occidente

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Mario Del MonteEditor
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Medio Oriente

Nove motivi per cui il patto con l’Iran non porterà a un riavvicinamento con l’Occidente

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Il discorso effettuato da Ali Khamenei il 18 Luglio alle preghiere Eid al-Fitr a Teheran, il primo dopo la firma del trattato sul nucleare avvenuta a Vienna, può essere considerato il manifesto del pensiero dell’Ayatollah sui rapporti tra Iran e Occidente. E’ possibile individuare 9 macro-aree che dimostrano l’impossibilità della riconciliazione con il mondo occidentale, ognuna di queste è stata trattata dalla Guida Suprema iraniana nella sua pubblica arringa. Per il discorso completo tradotto in inglese vi rimandiamo a questo link.

1. “Morte all’America! Morte a Israele!”

“L’immagine del popolo iraniano che il nemico cerca di dipingere attraverso la sua propaganda è deviante e sbagliata. Gli slogan della gente dell’Iran hanno mostrato quali sono i nostri orientamenti. Nel Quds Day il canto “Morte all’America! Morte a Israele” ha scosso il paese, queste parole non sono una particolarità di Teheran e delle grandi città, l’intera nazione si è raccolta sotto l’ombrello di questo movimento. Caro Dio, accetta ciò che il popolo iraniano ha fatto con la tua misericordia e bontà.”

2. Il patto dovrà essere ratificato

“Una parola di ringraziamento per i funzionari incaricati di condurre questi lunghi e difficili negoziati: l’onorevole Presidente e la sua squadra che hanno fatto grandi sforzi e lavorato sodo. Saranno sicuramente ricompensati da Dio indipendentemente dalla ratifica, attraverso determinate procedure legali, del documento che hanno preparato. Naturalmente per ratificare questo documento esiste una procedura che, per grazia di Allah, deve essere rispettata. Ci aspettiamo che questi funzionari prendano in considerazione attentamente gli interessi del popolo e del paese in modo che quando consegneranno questo documento alla gente potranno farlo a testa alta di fronte ad Allah l’eccelso.”

3. Impegno al supporto agli alleati della regione contro i loro nemici

“Che questo accordo venga ratificato o meno non abbandoneremo i nostri amici nella regione: i popoli oppressi di Palestina e Yemen, i governi di Siria e Iraq, la gente del Bahrein, i combattenti della Resistenza in Libano e Palestina. Queste persone godranno sempre del nostro sostegno.”

4. Nessun miglioramento delle relazioni con gli Stati Uniti e nessun cambiamento nel contrasto a ciò che questi rappresentano

“La nostra politica nei confronti dell’arrogante governo dell’America non cambierà in alcun modo, anche dopo i negoziati e il patto che è stato configurato. Come già ripetuto più volte, non abbiamo negoziato con gli Stati Uniti su temi globali e regionali, non ci sarà mai nessun accordo bilaterale con loro. A volte siamo costretti a parlare di temi specifici ed eccezionali come la questione nucleare ma lo abbiamo fatto perché è nel nostro interesse. Le politiche dell’America nella regione sono completamente opposte a quelle della Repubblica Islamica.”

5. La negazione del terrorismo di Hezbollah e l’accusa di terrorismo rivolta a Israele

“Gli americani accusano di terrorismo Hezbollah e la resistenza libanese. Non c’è ingiustizia peggiore di questa. Nel frattempo sostengono il governo terroristico e ammazza bambini del regime sionista. Come si può fare business, negoziare e raggiungere un accordo con tali politiche?”

6. Derisione del governo americano sull’accordo per il nucleare

“Nei giorni a ridosso della conclusione dei negoziati le eccellenze e i funzionari del governo americano sono stati incredibilmente occupati nel sostenere che sono riusciti a trascinare l’Iran al tavolo delle trattative, che l’Iran si è arreso e che hanno ottenuto concessioni dal nostro paese. La verità è un’altra: lo sanno che ciò che impedisce alla Repubblica Islamica di costruire armi nucleari non sono le loro minacce o il loro comportamento intimidatorio. C’è una barriera religiosa dietro questo e loro sanno il significato della Fatwa ma sostengono lo stesso di essere stati loro a fermare l’Iran. Non sono onesti con il loro popolo e non dicono la verità, solo nei loro sogni potranno vedere la resa iraniana.”

7.Obama non potrà mai prevalere sull’Iran

“Dall’avvento della Rivoluzione ad oggi altri cinque Presidenti degli Stati Uniti sono morti o si sono persi nella storia mentre sognavano di costringere la Repubblica Islamica alla resa. Anche Obama subirà questa sorte, anche lui non potrà mai realizzare il sogno di vedere l’Iran arrendersi. Nelle recenti dichiarazioni il Presidente americano ha ammesso gli errori del passato del suo paese: ha ammesso che gli americani hanno sbagliato il 28 di Mordad ( un riferimento al rovesciamento del Primo Ministro Mossadeq nel 1953), ha ammesso che è stato un errore aiutare Saddam Hussein. Non ha citato le altre decine di errori commessi. Non ha parlato dei venticinque anni di oppressione del secondo monarca Pahlavi, il traditore. Non ha parlato delle torture, dei saccheggi, dei massacri, delle catastrofi e della calamità causate dall’America. Non ha parlato della distruzione della dignità del popolo iraniano e degli sforzi per calpestare i loro interessi nazionali ed esteri. Non ha parlato della dominazione sionista, dell’uccisione dei passeggeri iraniani su un volo di linea ( Iran Air 655, abbattuto nel Golfo nel 1988) e di molte altre cose. Gli americani sono impegnati nel commettere errori in tutta la regione, in particolare contro l’Iran e il suo popolo. Fra qualche anno qualcuno si sveglierà e vi mostrerà dove avete sbagliato così come voi state facendo ora con i vostri predecessori.”

8. L’Iran ha costretto l’Occidente ad accettare il suo programma nucleare

“Da dodici anni le sei grandi potenze mondiali, e lo sono solo in virtù della loro ricchezza economica, tentano di evitare che l’Iran persegua la sua politica nucleare. Il risultato di questi dodici anni è che ora sono costretti a tollerare il funzionamento di diverse migliaia di centrifughe nel nostro paese. Sono costretti a tollerare la continuazione dello sviluppo di questo settore e il proseguimento della ricerca su di esso. Il ciclo dell’industria nucleare continuerà, questo è ciò che hanno cercato di evitare per anni ma oggi hanno messo nero su bianco che non avranno nessun problema ad accettarlo. E’ stato possibile grazie alla resistenza del popolo e alla fermezza, coraggio e innovazione dei nostri scienziati.”

9. Se dovesse scoppiare una guerra l’America perderà

“Qualcuno ha detto che il nostro esercito si può distruggere. I nostri predecessori chiamavano queste dichiarazioni “vantarsi fra sconosciuti”.. Se una guerra scoppierà, naturalmente noi non accogliamo e non iniziamo nessuna guerra, chi uscirà umiliato da questa sarà la trasgressiva e criminale America.”

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