Mentre i terroristi uccidono, l’UE vuole sanzionare Israele

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Micol AnticoliEditor & Event Manager
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Medio Oriente

Mentre i terroristi uccidono, l’UE vuole sanzionare Israele

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Israele è tutt’ora attraversata da un’ondata di terrore; i suoi cittadini muoiono per mano di terroristi palestinesi in strada e alle fermate degli autobus; la cittadinanza è attaccata in macchina e con le macchine, con coltelli e con cacciavite. E le violenze contro gli ebrei non si fermano neanche in Europa, l’ultima risale a sabato, quando un 30enne belga è stato accoltellato ad Anversa.

Quindi l’Unione Europea avrà sicuramente condannato gli attentati terroristici a gran voce, con determinazione; avrà senz’altro riconosciuto la responsabilità di Abu Mazen e di Ismail Hanyeh, i leader del West Bank e di Gaza che incitano il popolo allo scontro ed esaltano i “martiri”.

Ma nulla di tutto ciò, se non un comunicato alla buona del portavoce di Federica Mogherini, troppo impegnata per chiedere di fermare le violenze e per minacciare i leader palestinesi di bloccare i fondi UE nel caso si versasse ancora sangue per le strade di Tel Aviv e di Gerusalemme.

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Invece, oltre il danno la beffa, due giorni fa l’Unione Europea ha minacciato Israele – con un documento indirizzato a tutti i 28 Stati membri – di imporre delle sanzioni nel caso lo Stato ebraico non cessi la costruzione di abitazioni nei quartieri ebraici di Gerusalemme est. Queste terre son chiamate erroneamente “colonie”, ma non sono altro che periferie della capitale di Israele, a cui nessuno può imporre dove costruire e dove non farlo.

Mentre non sanzioni ma fior di milioni di finanziamenti – tasse dei cittadini – ai terroristi di Hamas per ricostruire Gaza distrutta da una guerra provocata dagli stessi terroristi; denaro su denaro ad Abu Mazen e alla sua amministrazione corrotta, che tiene a stecchetto il popolo per prendersi laute mazzette e per stipendiare i terroristi che finiscono nella carceri israeliane. Premi quindi e non sanzioni per due figure che contribuiscono ogni giorno alla diffusione di una cultura della violenza lontana anni luce (in teoria) dalla cultura europea ed occidentale.

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