La moschea di Al-Aqsa: da luogo di culto a campo di battaglia

Avatar
Micol AnticoliEditor & Event Manager
-
Israele, Medio Oriente

La moschea di Al-Aqsa: da luogo di culto a campo di battaglia

Israele, Medio Oriente
Avatar
Micol AnticoliEditor & Event Manager

Per stravolgere la cronaca senza cambiare i fatti, basta invertire i rapporti causa-effetto.
In questi giorni è ciò che sta accadendo su quotidiani e telegiornali, riguardo agli scontri avvenuti presso la Spianata delle Moschee a Gerusalemme.
La propaganda palestinese vorrebbe far credere che nei pressi della Moschea di Al-Aqsa vi siano ripetuti scontri perché a molti fedeli musulmani (quelli sotto i 50 anni) è stato impedito l’accesso al luogo di culto, dunque le manifestazioni violente e le rappresaglie sarebbero gli unici strumenti dei palestinesi per tornare a pregare alla grande moschea.

Ma ricominciamo dall’inizio e vediamo cosa ha portato e questa inaccettabile situazione di disordine in un luogo così sacro.
Su quella che i musulmani chiamano Spianata delle Moschee o Nobile Santuario, giaceva l’unico luogo sacro dell’ebraismo: il Tempio di Salomone. Per questo gli ebrei chiamano il sito Monte del Tempio, del quale è rimasto loro soltanto il Muro Occidentale (Muro del Pianto), un residuo delle mura che circondavano il Santuario.
Per millenni gli Ebrei non poterono pregare presso il Muro Occidentale perché vietato dagli arabi, fino al 1967, quando Israele riconquistò Gerusalemme est con la Guerra dei Sei Giorni e il Popolo del Libro poté finalmente riconciliarsi con ciò che era rimasto del luogo sacro per eccellenza.
Nonostante la riconquista, lo Stato ebraico concesse il controllo della Spianata alla Fondazione islamica dei Waqf, riservandosi però il diritto di accesso, soprattutto per questioni di sicurezza.

Spianata Moschee

Ai musulmani non è stato quindi mai vietato di pregare presso la Moschea di Al-Aqsa, mentre ai visitatori ebrei che lo desiderano sarebbe concesso visitare il sito circostante (non l’interno della moschea), se non fosse che l’esaltazione religiosa di alcuni palestinesi, spinge regolarmente giovani uomini a lanciare bombe incendiarie e grosse pietre agli ebrei in visita, in quanto non tollerano la presenza degli infedeli in un luogo, de facto, sacro ad entrambi i popoli. Come evidente dalle dichiarazioni e dai reportage locali, anche l’organizzazione terroristica Hamas si è infiltrata fra i guerriglieri del Monte del Tempio, e da Gaza incita i palestinesi alla rivolta e all’azione violenta.
Dopo ripetute e regolari manifestazioni di violenza da parte dei palestinesi, si è quindi giunti a questa situazione, in cui la forze dell’ordine israeliane hanno ritenuto giusto mettere in sicurezza la Spianata e limitare – in alcuni casi – l’accesso soltanto ai fedeli over 50, onde evitare guerriglie pericolose.

  • Progetto Dreyfus su Instagram

  • FOLLOW US