Jihadi John ucciso da un raid americano in Siria

Dato per morto il tagliagole inglese dell'ISIS mentre il Califfato è alle prese con l'intervento russo

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Mario Del MonteEditor
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Medio Oriente

Jihadi John ucciso da un raid americano in Siria

Dato per morto il tagliagole inglese dell'ISIS mentre il Califfato è alle prese con l'intervento russo

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jihadi john

Un raid americano compiuto da un drone avrebbe ucciso il jihadista dello Stato Islamico noto come Jihadi John, l’uomo mascherato divenuto famoso per essere apparso nei filmati delle decapitazioni di alcuni ostaggi occidentali diffusi sul web dal Califfato, mentre viaggiava su un veicolo in Siria. Sebbene il governo degli Stati Uniti non abbia nessuna certezza che Jihadi John sia stato effettivamente ucciso, il quotidiano Washington Post riporta fonti anonime interne all’amministrazione Obama che confermano il raid su un gruppo di membri dello Stato Islamico di lingua inglese noti come “i Beatles”. Inoltre Fox News cita un altro funzionario statunitense, senza accennare il nome, che si dice “sicuro al 99%” che Jihadi John sia stato eliminato.

Nei mesi scorsi era stato diffuso il vero nome del terrorista islamico, Mohammed Emwazi, salito in cima alla lista degli obiettivi USA dopo aver partecipato alle esecuzioni di Steven Sotloff, James Foley, Abdul-Rahman Kassig, David Haines, Alan Henning e Kenji Goto. Nato in Kuwait ed emigrato nel Regno Unito quando aveva 6 anni, Emwazi ha terrorizzato il mondo con la sua maschera nera ed il suo inglese perfetto. I servizi segreti inglesi lo indicarono come potenziale minaccia nel 2009 quando un’investigazione lo collegò ad alcune attività terroristiche in Somalia.

Nel frattempo cresce anche la presenza militare russa in Siria tesa ad aiutare l’alleato Bashar al-Assad a tenere in piedi il suo regime nonostante la guerra civile. Secondo il Daily Mail l’esercito di Mosca avrebbe dispiegato nella città costiera di Latakia un sistema anti-missile capace colpire obiettivi aerei fino a Tel-Aviv. Il sistema S-400 è uno dei più avanzati al mondo, è capace di colpire anche i più sofisticati jet da combattimento e ha un raggio d’azione di circa 400 chilometri. Si tratta di una nuova versione del sistema S-300 venduto all’Iran nonostante l’opposizione israeliana che vede nell’arma un potenziale ostacolo a qualsiasi raid sulle centrali nucleari della Repubblica Islamica. Un accordo reso possibile dal patto sul nucleare firmato questa estate che ha permesso ai russi di rimuovere l’embargo sulle forniture militari all’Iran.

Lo Stato Islamico però non ha intenzione di rimanere a guardare: il gruppo che si occupa di intelligence SITE ha diffuso la risposta del Califfato all’intervento russo, un video in cui i jihadisti minacciano di colpire presto la nazione guidata da Vladimir Putin. “Molto presto il vostro sangue scorrerà come un oceano” e “arriveremo ad attaccare il suolo russo” sono solo alcune delle minacce contenute nel video che mostra, fra l’altro, gli uomini di al-Baghdadi festeggiare per l’incidente dell’aereo precipitato nel Sinai regalando caramelle ai passanti in quella che si crede sia la città di Mosul in Iraq. Nei secondi finali del filmato un uomo si rivolge direttamente a Putin in un russo molto fluente: “tu e la tua gente pagherete il prezzo di questo errore gigantesco. L’aereo è una prova: Putin sei un maiale. Non ci limiteremo a far saltare in aria i tuoi aerei. Verremo li, vi accoltelleremo, vi spareremo entreremo nelle vostre case e vi faremo pentire di aver invaso la nostra terra.”

Il gruppo islamista ha rivendicato anche il doppio attentato suicida che ha causato ieri 41 morti a Beirut in una roccaforte di Hezbollah, l’organizzazione terroristica sciita agli ordini dell’Iran. Gli attentatori hanno fatto saltare in aria una Moschea e una panetteria poco distante in una via molto affollata della capitale libanese. L’attacco è dovuto sia al supporto militare che Hezbollah sta fornendo a Bashar al-Assad nel Nord della Siria sia al conflitto settario fra sunniti e sciiti che la guerra civile siriana sta fomentando in Medio Oriente.

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