ISIS distrugge un tempio di 2000 anni a Palmyra

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Mario Del MonteEditor
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Medio Oriente

ISIS distrugge un tempio di 2000 anni a Palmyra

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Le truppe dello Stato Islamico hanno fatto saltare in aria l’antico tempio di Baal Shamin, una delle meraviglie presenti nella città siriana Palmyra, patrimonio culturale dell’umanità secondo l’UNESCO. Lo racconta all’agenzia di stampa AFP il Direttore delle antichità della Siria.

I terroristi di Daesh, l’acronimo arabo per indicare il Califfato di Siria e Iraq, avrebbero piazzato una notevole quantità di esplosivo all’interno del tempio danneggiandolo in modo irreparabile. Gli uomini di al-Baghdadi sono entrati a Palmyra il 21 Maggio 2015 provocando immediatamente la preoccupazione della comunità internazionale per il destino del sito descritto dall’UNESCO come “un luogo dall’eccezionale valore universale”. Tutta l’area interna al tempio è stata distrutta dall’esplosione e le colonne intorno sono collassate. L’avvenimento è stato confermato anche dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, il gruppo con sede a Londra che monitora la guerra civile in Siria.

Baal Shamin fu costruito nel 17 d.c. ed ha assunto grande importanza sotto il regno dell’imperatore romano Adriano intorno al 130 d.c. Conosciuta come “la perla del deserto”, Palmyra, che letteralmente significa città delle palme, è un’oasi ben preservata a circa 210 chilometri da Damasco, la capitale della Siria. Si tratta di uno dei centri abitati più antichi della storia: alcune tavolette risalenti al diciannovesimo secolo a.c. menzionano l’esistenza della città che è divenuta importantissima grazie alla sua posizione geografica intermedia fra Oriente, Golfo Persico e Mediterraneo, una tappa fissa per le carovane che viaggiavano sulla Via della Seta.

Le preoccupazioni della comunità internazionale si sono rivelate più che fondate. Prima le esecuzioni nell’antico teatro, poi a Luglio la distruzione del Leone di Allat, l’antica statua in pietra situata all’ingresso del museo di Palmyra oggi utilizzato dai jihadisti come prigione e aula di tribunale dove processare gli infedeli. Ora l’esplosione che ha irrimediabilmente sfregiato il tempio di Baal Shamin.

L’intransigente versione dell’Islam propagandata dall’ISIS considera le statue e gli antichi mausolei come dei luoghi di idolatria, per questo i suoi uomini stanno distruggendo tutti i reperti dei musei che si trovano all’interno dei territori caduti sotto il suo dominio. Pochi giorni fa l’ottantaduenne capo archeologo di Palmyra è stato decapitato in pubblico dai terroristi dello Stato Islamico.

L’orrore però non si ferma a Palmyra e sui social media arabi è diventato virale il video di un bambino vestito come un combattente jihadista che sorridente decapita un orsacchiotto di peluche con un coltello da caccia. Nella clip il bambino in età prescolare si avvicina all’orsacchiotto posizionato davanti a una grande bandiera dell’ISIS per poi decapitarlo imitando alla perfezione i video che lo Stato Islamico ha diffuso nell’ultimo anno.

A metà dell’opera il bambino sembra bloccarsi ma l’uomo che lo sta filmando lo incoraggia gridando e lui torna all’opera con rinnovato entusiasmo. Una volta rimossa la testa dell’orsacchiotto il bambino brandisce il coltello in aria e l’uomo con la videocamera grida “Allahu Akbar!”

Non è la prima volta che lo Stato Islamico utilizza bambini per i suoi video di propaganda. Questi vengono affettuosamente chiamati “i cuccioli del Califfato”. Per l’organizzazione jihadista questi video sono importantissimi per reclutare nuovi giovani sui social media e per impressionare i foreign fighters che una volta arrivati nel Califfato ricevono un intenso addestramento militare e l’indottrinamento religioso.

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