I curdi: un elemento chiave nella lotta all’ISIS

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Yoseph Fatucci
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Medio Oriente

I curdi: un elemento chiave nella lotta all’ISIS

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I combattenti curdi in Iraq e Siria sono risultati essere una delle forze più efficaci nella guerra allo Stato Islamico, meglio conosciuto come ISIS, da quando è stato proclamato il Califfato. I Curdi Iracheni non fanno altro che difendere le loro regioni: dopo una violenta offensiva da parte dell’ISIS hanno guadagnato il controllo di una fascia di territorio a lungo contesa e riconquistato regioni appartenenti ai jihadisti, uscendo complessivamente meglio degli avversari da una guerra senza nè vinti né vincitori.

Nella vicina Siria, le forze Curde hanno difeso la città di Kobane da un’ offensiva da parte dello Stato Islamico durata mesi; hanno inoltre riconquistato la città di Tal Abyad al confine con la Turchia, posta in una posizione strategica, e combattuto i jihadisti in molte altre zone. Il supporto aereo internazionale ha comunque giocato un ruolo fondamentale nel successo dei Curdi in entrambe le regioni.

I Curdi, stimati in circa il 10-15 percento della popolazione Siriana e in circa il 15-20 percento della popolazione Irachena, stanno combattendo un nemico comune, ma sono comunità distinte, ognuna con il proprio ordine del giorno.
E mentre stanno avendo successo, i Curdi stanno pagando un alto prezzo perdendo molte vite, vedendo distrutte molte case e riscontrando molti problemi economici in entrambe le regioni. Migliaia di unità militari Irachene sono fuggite di fronte a un attacco dello Stato Islamico lo scorso giugno, lasciando lo spazio per i Curdi per guadagnare o consolidare il territorio da loro rivendicato. Ma i jihadisti hanno guidato i Curdi fino alla loro capitale regionale Erbil nel mese di agosto, in un’ offensiva che sarebbe finita in un disastro se gli Stati Uniti non avessero bombardato i terroristi.

Aiutati dal supporto aereo degli Stati Uniti i Curdi sono stati molto abili nel riconquistare territori ormai appartenenti ai jihadisti e a difenderli da successivi attacchi. Dopo aver combattuto per questi territori, i Curdi sono particolarmenti riluttanti a rinunciarci; mentre il governo attualmente è in una posizione troppo debole per trattare con loro, gli analisti dicono che sarà un problema in futuro. “Noi abbiamo fatto sacrifici e dato sangue per questi territori, e non saremo disposti a lasciarli almeno fino alla fine di questa guerra.” Ha detto Mustafa Qader, leader Curdo delle forze peshmerga, le forze militari. “Io penso che noi Curdi non lasceremo facilmente questi territori al governo Iracheno” ha sentenziato Qader, aggiungendo poi che “è possibile che un accordo venga raggiunto”

In Siria, i Curdi si sono rifugiati in zone da loro amministrate nel nordest del paese, nel caos della guerra civile dopo il ritiro delle truppe governative. L’ YPG, unità Curda di protezione della popolazione, con forze alleate e il supporto aereo statunitense, ha difeso Kobane per mesi dagli attacchi jihadisti che cercavano di prendere il controllo della città, raggiungendo una vittoria molto importante, anche dal punto di vista psicologico, nei confronti dello Stato Islamico.
L’ YPG e i ribelli Siriani hanno anche riconquistato la strategica città di Tal Abyad, togliendo all’ ISIS un importante passaggio da e per la Turchia. “I Curdi sono probabilmente coloro che in modo più efficace hanno contrastato le forze jihadiste in Siria. Sono ben organizzati, disciplinati e credono fermamente nella loro causa.” Ha dichiarato l’ analista Sirwan Kajjo.

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