Hamza Bin Laden: “Colpiremo gli Stati Uniti e Israele”

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Mario Del MonteEditor
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Medio Oriente

Hamza Bin Laden: “Colpiremo gli Stati Uniti e Israele”

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Al-Qaeda ha diffuso una registrazione audio in cui Hamza Bin Laden, figlio di Osama Bin Laden, invita i musulmani di tutto il mondo ad attaccare gli Stati Uniti e i suoi alleati sul loro territorio. Nella registrazione il ventiquattrenne afferma che è arrivato il momento di spostare la guerra da Gaza, Baghdad e Kabul a Londra, Washington, Parigi e Tel Aviv attraverso gli attacchi dei cosiddetti “lupi solitari”. L’idea è quella di colpire gli interessi americani o ebraici su scala globale perché “è dovere di ogni musulmano”.

Hamza Bin Laden è stato soprannominato “il principe ereditario del terrore” fin dalla morte di suo padre Osama. Secondo molti esperti di antiterrorismo Hamza sarebbe rimasto vicino al padre sino a pochi giorni prima del blitz del Maggio 2011 in cui un team dei Navy Seals americani lo uccise nel compound della città pakistana di Abbottabad dove si stava nascondendo. Alcuni avanzano persino l’ipotesi che Hamza sia riuscito a fuggire dal compound proprio durante l’operazione militare statunitense.

La diffusione di questa registrazione è da intendersi come un tentativo da parte di Al-Qaeda di rilanciarsi a livello mediatico dopo la perdita di popolarità causata dall’avvento dello Stato Islamico. I terroristi di al-Baghdadi infatti sono quotidianamente sulle prime pagine dei giornali e sembra siano migliaia i jihadisti arruolati nelle fila del Califfato di Siria e Iraq. E’ probabile che l’utilizzo di una figura legata a Osama sia una scelta dettata dalla volontà di trasmettere un’immagine di ritorno al periodo d’oro dell’organizzazione terroristica, un’era in cui lo sceicco saudita dominava la scena della Jihad mondiale. Non si tratta però della prima volta che Hamza viene accostato ad Al-Qaeda: il figlio prediletto di Osama comparve giovanissimo in un video di propaganda diffuso dall’organizzazione pochi giorni dopo l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 Settembre 2001.

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