Gli Stati Uniti dovrebbero fare di più per combattere l’antisemitismo

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Mario Del MonteEditor
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Antisemitismo

Gli Stati Uniti dovrebbero fare di più per combattere l’antisemitismo

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L’incapacità del governo americano di far luce sull’odio verso gli ebrei quando si rapporta con entità come l’Iran e i Fratelli Musulmani sotto un certo punto di vista potrebbe essere definito “antisemitismo istituzionale”. Questa è la conclusione tratta da Charles Asher Small, direttore del Institute for the Study of Global Antisemitism and Policy, a margine di una conferenza sulla destra radicale tenutasi all’università IDC di Herzeliya in Israele.

Small è dell’opinione che le istituzioni ebraiche americane siano molto più attente all’antisemitismo europeo che a quello statunitense perché il secondo è meno palese e inquadrabile in certe categorie sociali. Inoltre ha voluto espressamente chiarire che non intende accusare nessun membro dell’amministrazione Obama di antisemitismo ma che alcuni atteggiamenti, soprattutto in politica estera, sono poco funzionali alle politiche di contrasto del fenomeno. Ad esempio, ogni volta che la diplomazia americana dialoga con l’Iran per la questione nucleare non evidenzia mai la volontà di “distruggere il nemico sionista” più volte espressa dal regime degli Ayatollah. Al riguardo Small ha affermato:”non confrontarsi con l’antisemitismo non solo è immorale, è proprio quello che io chiamo antisemitismo istituzionale. Un sistema in cui gli individui possono anche non essere antisemiti ma che permette ad alcuni comportamenti di essere considerati accettabili. Quando ci si rapporta con un’amministrazione impegnata nello sterminio degli ebrei e non la si affronta su questo argomento, la sua terribile forma d’odio religiosa riceve una boccata d’ossigeno invece di essere condannata a marcire. Sarebbe come confrontarsi con una società in cui vige un regime di apartheid, negoziare con essa e non menzionare mai il razzismo.”

Small ha inoltre menzionato un articolo del pensatore David Hazony in cui si parla del mito della centralità di Israele riguardo ai problemi del mondo, una percezione abbastanza comune in alcuni partiti politici e centri accademici e che alimenta l’antisemitismo negli individui diffondendo la moderna versione del vecchio stereotipo degli ebrei in procinto di rovesciare l’ordine costituito. La principale differenza tra le due versioni sta nel cambio di soggetto: ora invece degli ebrei troviamo lo Stato d’Israele, visto come il principale ostacolo alla pace nel mondo e al progresso dell’umanità. Una colossale bugia divulgata dalla potente macchina di propaganda araba che ha da molto tempo raggiunto l’Occidente attraverso i principali media come giornali, radio e televisioni.

Alla fine della conferenza Small ha voluto concludere così: “ci sono molte persone in America, soprattutto supporters di Obama, che credono fermamente nel fatto che l’interruzione degli insediamenti israeliani nella West Bank farebbe magicamente sparire la Jihad. Un pensiero totalmente falso e irrazionale.”

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