Con lo sguardo di chi vuole vivere

Non arrendiamoci al terrorismo e continuiamo a sognare la pace

Miriam Spizzichino
Miriam SpizzichinoScrittrice & Blogger
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Editoriali

Con lo sguardo di chi vuole vivere

Non arrendiamoci al terrorismo e continuiamo a sognare la pace

Editoriali
Miriam Spizzichino
Miriam SpizzichinoScrittrice & Blogger

Bataclan

Ci sono occhi che sembrano più maturi”dell’età che hanno per il semplice motivo che, purtroppo, hanno visto più del dovuto e vengono, quindi, appesantiti dal dolore. Pensate a quelle madri israeliane che devono riconoscere il corpo del figlio defunto a causa di un terrorista palestinese. Terrorista, non “attivista” come alcuni giornali hanno provato a farci credere. Pensate a quei pochi sopravvissuti alla Shoah che dopo soli 70 anni si ritrovano a veder prendere vita una storia parallela a quella del Nazismo che oggi porta il nome di fondamentalismo islamico, altro male da estirpare per poter tornare a vivere in pace. Infine pensate a noi giovani che fino a poche settimane fa pensavamo a problemi come la scuola, gli esami, un litigio con il partner o dove andare a divertirci il Sabato sera. Ora ci guardiamo intorno quando usciamo, salutiamo ogni componente della nostra famiglia prima di varcare la porta di casa perché “non si sa mai quello che può succedere di questi giorni”.

Sta arrivando una tempesta che da un momento all’altro potrebbe abbattersi su tutti noi, non sappiamo come comportarci o come reagire perché per noi la guerra è qualcosa di lontano nel tempo e nello spazio. I nostri occhi guardano il mondo che cambia, cercano di capire cosa possiamo fare per non mandarlo a rotoli. Vivere la vita senza farci condizionare dalla paura anche quando questa non se ne va e rimane lì ad accompagnarci come un campanello d’allarme che vorremmo ignorare. Quel fondamentalismo che tanto ci spaventa, invece, rimane una parola tabù da non nominare per evitare di cadere nel baratro.

Guardiamo in faccia la realtà, noi non siamo abituati alla guerra. Non saremmo stati capaci di affrontarla 70 anni fa e non lo siamo oggi che sembra quasi una barzelletta dover combattere dopo tutta la strada fatta per avere un’Europa di paesi fratelli in pace fra loro e che hanno scelto addirittura di rimuovere le loro frontiere per far circolare gli individui nella completa libertà. E’ tutto così stupido e al tempo stesso spaventoso. Purtroppo noi europei non siamo come gli israeliani che tornano a vivere come se nulla fosse dopo ogni vile attacco terroristico, la paura ci paralizza. Ed ecco che i ristoranti, i locali, le metropolitane e i concerti si svuotano: ci arrendiamo al terrorismo spesso anche in maniera consapevole. Guardo al mondo incredula, a volte spero che basti chiudere gli occhi per non vedere più tutto quel dolore che i media ci hanno mostrato senza alcun filtro negli ultimi tempi: dalla donna incinta appesa fuori la finestra del Bataclan ai bambini siriani assassinati da Daesh. E spero poi di riaprirli e vedere solo pace. Perché è questo in realtà quello che vorrebbe qualunque Dio ebreo, cristiano o musulmano: pace e prosperità.

Facciamoci coraggio e riempiamo di nuovo i luoghi che il terrorismo vuole colpire, cominciamo a farlo noi giovani perché a noi più di tutti appartiene il futuro. Dimostriamo che vogliamo vivere, dimostriamo che l’unico valore che conta, indipendentemente dalla religione o dalla nazionalità, è l’amore per la vita.

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