Bloccato dal governo iraniano un sito in persiano dedicato alla Shoah

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Mario Del MonteEditor
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Antisemitismo

Bloccato dal governo iraniano un sito in persiano dedicato alla Shoah

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Il governo iraniano ha bloccato un sito web in lingua persiana che si occupa di diffondere conoscenze sulla Shoah nel mondo arabo, lo afferma il Dipartimento per la Democrazia, i Diritti Umani e il Lavoro del governo degli Stati Uniti nel suo annuale resoconto sulla situazione relativa ai Diritti Umani. Il sito, denominato Progetto Aladino, appartiene a una ONG francese ed è stato lanciato nel 2009 per conservare la memoria della Shoah, per fornire informazioni sull’argomento in persiano e per favorire un miglioramento delle relazioni fra ebrei e musulmani.

Il sito è disponibile anche in turco, arabo, inglese, francese e olandese ed ha ricevuto il patrocinio dell’UNESCO perché promuove le relazioni interculturali e limita l’ignoranza su un tema molto sensibile.

Nel 2013 l’agenzia di stampa iraniana Fars News accusava la pagina web di essere un ritrovo per il “Sionismo Internazionale” e di “appoggiare la falsa narrativa dei sionisti sull’Olocausto che gli consente di presentare il regime (Israele) come legittimo e necessario.” Una posizione fra l’altro ribadita anche da molti funzionari del governo iraniano.

Recentemente il Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica, Mohammad Javad Zarif, era stato duramente criticato per aver definito la Shoah “una tragedia” in un’intervista alla tv nazionale tedesca. Durante le celebrazioni del nuovo anno persiano la Guida Suprema Ali Khamenei aveva messo in discussione la veridicità del genocidio ebraico.

Secondo il rapporto degli statunitensi in Iran ci sono quasi novemila ebrei rappresentati da un solo parlamentare. Sebbene la legge iraniana riconosca gli ebrei come una minoranza e gli permetta di essere rappresentata nell’Assemblea Consultiva Islamica, sono frequenti le accuse di discriminazione da parte dello Stato. La distribuzione di testi in ebraico infatti è vivamente sconsigliata, cosa che rende difficile l’apprendimento della lingua necessaria per le preghiere religiose. Inoltre per gli ebrei è impossibile rispettare lo Shabbat (il sabato) perché non è ammessa la chiusura delle attività lavorative in giorni diversi dal venerdì. I cittadini ebrei hanno il permesso di ottenere un passaporto e di viaggiare fuori del paese, ma spesso vengono negati i permessi di uscita multipli normalmente rilasciati agli altri cittadini. Con l’eccezione di alcuni viaggiatori d’affari, le autorità chiedono agli ebrei di pagare tasse aggiuntive, prima di ogni viaggio all’estero. Il governo appare preoccupato per l’emigrazione di cittadini ebrei in generale e non viene concessa per tutti i membri di una famiglia ebraica l’autorizzazione a viaggiare fuori del paese allo stesso tempo.

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