Arte palestinese: UNESCO non accetta i poster antisemiti nella lista dei patrimoni dell’umanità

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Mario Del MonteEditor
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Antisemitismo

Arte palestinese: UNESCO non accetta i poster antisemiti nella lista dei patrimoni dell’umanità

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poster antisemita

Una serie di manifesti, riguardanti il tema della resistenza palestinese, sono stati bloccati dal responsabile UNESCO prima di essere inseriti nel registro del patrimonio mondiale a causa del loro contenuto antisemita e inneggiante all’odio razziale e religioso. La collezione, la Liberation Graphics Collection of Palestine Posters, è stata respinta da Irina Bokova e si tratta della prima volta che tale decisione viene presa all’interno del programma UNESCO Memory of the World. Nonostante l’iniziale accettazione da parte di un comitato consultivo, la Bokova ha ritenuto inaccettabili i contenuti di alcuni poster perché in contrasto con i valori scientifici e culturali dell’organizzazione.

Poster raffigurante Dalal Mughrabi, terrorista palestinese che guidava il commando della Strage della Strada Costiera

Poster raffigurante Dalal Mughrabi, terrorista palestinese che guidava il commando della Strage della Strada Costiera

Oltre ai temi di liberazione e pace raffigurati attraverso immagini di colombe bianche e filo spinato, in alcuni di questi manifesti è possibile notare la presenza di mitragliatrici e granate che esaltano la resistenza armata e il terrorismo. Altri ancora esaltano i massacri compiuti da attentatori suicidi nei confronti di civili israeliani, in particolare uno di essi riguarda la strage della Strada Costiera del 1978, uno dei più sanguinosi attentati terroristici nella storia del conflitto.

La Bokova si è detta sorpresa che nessuno all’interno del comitato consultivo abbia sollevato dubbi riguardo al contenuto dei poster e si è assunta la responsabilità di bloccarne l’approvazione definitiva. Inoltre ha inviato una lettera al presidente del comitato consultivo, Helena Asamoah Hassan, al CEO del World Jewish Congress, Robert Singer, e all’ambasciatore palestinese presso l’UNESCO, Elias Sanbar,  in cui afferma che “In qualità di Direttore Generale dell’UNESCO, mi oppongo all’iscrizione di tale proposta, alcuni dei manifesti sono totalmente inaccettabili e in contrasto con i valori dell’organizzazione, la cui aspirazione è quella di costruire nella mente degli uomini un’idea di pace. Chiaramente il loro contenuto è offensivo ed è mia convinzione che l’UNESCO non debba associarsi a documenti la cui diffusione potrebbe alimentare sentimenti antisemiti.”

"Fatah - con i fucili libereremo la Palestina" di Emile Menhem

“Fatah – con i fucili libereremo la Palestina” di Emile Menhem

 

I media internazionali avevano prestato molta attenzione alla possibile iscrizione di questi poster visto che il programma Memory of the World comprende documenti di alto valore storico tra cui la Bibbia di Gutenberg, l’alfabeto dei Fenici e una versione del Capitale annotata da Karl Marx in persona. L’inserimento dei poster nel programma gli avrebbe conferito il carattere di opere d’arte internazionalmente riconosciute.

Non è la prima volta che l’UNESCO viene accusata di non essere neutrale rispetto al conflitto israelo-palestinese: già nel Gennaio 2014 l’organizzazione ha cercato di cancellare una mostra sulla connessione tra popolo ebraico e Israele a causa delle pressioni di alcuni Stati arabi; la mostra si svolse lo stesso a Giugno ma il titolo venne cambiato da “Il rapporto di 3,500 anni fra il popolo ebraico e la terra d’Israele” in “Il rapporto di 3,500 anni fra il popolo ebraico e la Terra Santa”, inoltre all’interno della mostra venne rimosso uno stand che si occupava del tema dei rifugiati ebrei provenienti dai paesi arabi.

Molti leader ebrei si sono congratulati con la Bokova, in particolare Robert Singer ha lodato il suo coraggio e la sua integrità, ringraziandola per la sua forte opposizione nei confronti dell’antisemitismo e del negazionismo.

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