Amnesty International si accorge di Hamas: “Ha commesso crimini di guerra”

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Micol AnticoliEditor & Event Manager
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Medio Oriente

Amnesty International si accorge di Hamas: “Ha commesso crimini di guerra”

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Oggi Amnesty International ha divulgato un report che pone Hamas davanti alle sue responsabilità.  Dopo otto anni di razzi sui cieli israeliani, Amnesty denuncia la violazione dei diritti umani da parte dell’organizzazione terroristica palestinese nell’uccisione di civili israeliani e gazawi.

Questo non vuol dire che siano retrocessi di un centimetro davanti alle decine di accuse rivolte a Israele, ma quantomeno ora l’organizzazione umanitaria ha deciso di far luce sulla violenza dell’altra sponda. Il report inizia col ricordare che durante l’ultimo conflitto, Margine Protettivo, Hamas ha sparato razzi e colpi di mortaio indiscriminatamente verso le aree civili israeliane, mostrando così le palesi violazioni commesse nei confronti della popolazione:

“Illeciti e mortali: il lancio di razzi e mortai da parte dei gruppi armati palestinesi nel conflitto tra Israele e Gaza del 2014, forniscono le prove che molti degli attacchi lanciati dalla Striscia di Gaza rappresentano crimini di guerra” – si legge nel rapporto presentato oggi – “Sei civili, compreso un bambino di quattro anni, sono stati uccisi in Israele durante questi attacchi nei cinquanta giorni di conflitto. Nell’incidente mortale causato da un attacco palestinese, dove un missile lanciato dalla Striscia ha colpito il campo profughi di al-Shati, 11 bambini sono stati uccisi tra i 13 civili palestinesi colpiti”.

razzi

Il documento spiega che tutti i razzi sparati da Hamas sono “proiettili non guidati”, la cui traiettoria non è veicolabile; non possono pertanto essere utilizzati per eseguire azioni mirate contro obiettivi militari e sono dunque considerate armi a target indiscriminato, le quali sono vietate dal diritto internazionale e l’utilizzo delle quali rappresenta un crimine di guerra.

“I gruppi armati palestinesi devono fermare gli attacchi diretti ai civili e tutti gli attacchi indiscriminati” – ha dichiarato Philip Luther, direttore del Programma in Medio Oriente e Nord Africa di Amnesty International – “Devono anche prendere tutte le precauzioni possibili per proteggere i civili della Striscia di Gaza dagli effetti di questi attacchi. Ciò include anche prendere le misure adeguate per evitare che vengano individuati combattenti o armi all’interno o in prossimità di zone densamente popolate”.

In ogni caso, anche se i gruppi armati della Striscia “sembrano aver commesso dei crimini di guerra”, si legge ancora, “ciò non assolve le forze israeliane dagli obblighi nei confronti della legge umanitaria internazionale”.

Secondo le Nazioni Unite, 4.800 razzi e 1.700 mortai sono stati sparati da Gaza verso Israele, 224 dei quali hanno colpito zone residenziali, ma i numeri non tengono conto delle centinaia di razzi intercettati dal sistema di difesa missilistica Iron Dome.

Il report denuncia infine i gruppi armati che hanno utilizzato edifici civili, compresi le scuole e gli ospedali delle Nazioni Unite, come depositi di armi e postazioni di lancio dei razzi.

Bambini di Sderot (Israele) si riparano come possono al suono dell'allarme antimissile

Bambini di Sderot (Israele) si riparano come possono al suono dell’allarme antimissile

Sicuramente un grande passo da parte di Amnesty, anche se nonostante Hamas sia riconosciuta come una organizzazione terroristica dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e dall’Egitto, e nonostante a combattere a Gaza vi siano altri gruppi legati alla jihad islamica, in questo rapporto le fazioni sono chiamate semplicemente “gruppi armati”, come se combattessero una resistenza. Si parla inoltre degli attacchi sferrati da Hamas e dalla jihad islamica in questo ultimo conflitto, ma non si calcola che le reazioni israeliane sono dovute a oltre 8 anni di razzi e mortai esplosi sulle teste dei propri civili. Gli attacchi di Hamas iniziarono infatti subito dopo il ritiro unilaterale di Israele dalla Striscia.

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