Aggressioni antisemite nel weekend: Londra, Budapest e Pretoria contro le comunità ebraiche locali

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Mario Del MonteEditor
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Antisemitismo

Aggressioni antisemite nel weekend: Londra, Budapest e Pretoria contro le comunità ebraiche locali

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Un fine settimana di ordinaria violenza per gli ebrei in giro per il mondo. Tre episodi verificatisi in Gran Bretagna, in Ungheria e in Sud Africa che riaprono il dibattito sul dilagante antisemitismo nelle società occidentali. Certo gli eventi sono scollegati fra loro ma fanno parte di un’ondata di attacchi senza sosta iniziata con la strage del Supermarket kosher a Parigi i primi di Gennaio.

A Pretoria, Sud Africa, un gruppo di attivisti anti-Israele si è radunato per esprimere supporto al boicottaggio contro lo Stato ebraico e poi ha assaltato un negozio che presentava all’interno dei prodotto provenienti da Israele provocandogli ingenti danni. In seguito la polizia ha arrestato ventuno ragazzi di età compresa fra i sedici e i diciotto anni. Inizialmente la folla stava manifestando all’esterno del locale poi sono comparsi dei cartelli con scritto “Israele è il diavolo”ed è cominciato l’assalto: qualcuno ha lanciato delle pietre altri hanno devastato l’interno e rubato degli alimenti dal negozio. Anche gli impiegati sono stati presi di mira dai dimostranti. L’esercizio commerciale è situato nella zona industriale Sammy Marks che prende il nome dal famoso finanziere sudafricano di religione ebraica. Non è la prima volta che si verificano episodi del genere a Pretoria, non molto tempo fa una testa di maiale venne recapitata in un supermercato che vendeva carne kosher. La polizia sudafricana ha confermato la notizia aggiungendo che i ragazzi verranno portati davanti a un giudice e poi rilasciati.

In Ungheria, nella città di Gyongyos, un cimitero ebraico ha subito gravi atti vandalici nella notte fra sabato e domenica. Degli sconosciuti hanno profanato almeno quindici tombe nella piccola città a settantacinque chilometri dalla capitale Budapest. Il leader della comunità ebraica locale, Peter Weisz, ha definito l’azione un atto senza precedenti e ha aggiunto che l’entità dei danni è ancora non è stata valutata. Tombe distrutte e resti umani estratti dal loro luogo di riposo per essere sparsi per tutto il cimitero, la recinzione intorno è stata completamente divelta. Già nel 2013 il piccolo cimitero aveva subito un attacco molto simile, la polizia ha annunciato che l’episodio non rimarrà impunito e informeranno la comunità ebraica nel procedere delle indagini.

Domenica invece è stata Londra il teatro dell’ultimo becero attacco contro gli ebrei. Circa venti giovani completamente ubriachi hanno cercato di entrare nella sinagoga di Stamford Hill causando il panico fra i fedeli. Sei persone sono state arrestate, alcune con l’aggravante di razzismo per aver pronunciato delle frasi antisemite. Stamford Hill è sede di una delle più grandi comunità ultra-ortodosse in Europa. L’incidente sarebbe iniziato in una casa del vicinato dove si stava svolgendo una festa ed è finito con ragazzi e ragazze ubriachi che si sono riversati in strada per aggredire due uomini ebrei. Dopo gli insulti e le minacce arrivano le spinte e i due uomini decidono di rifugiarsi all’interno della sinagoga Ahavas Torah dove alcuni religiosi si erano radunati per cenare insieme. Nonostante l’immediata richiesta di aiuto alle autorità, ci sono voluto circa quindici minuti per l’intervento della polizia durante i quali i giovani hanno cercato ripetutamente di entrare nella sinagoga distruggendo alcuni mobili. Quando la polizia è arrivata i ragazzi hanno provato a dileguarsi, sei di loro sono stati rincorsi ed arrestati. Uno dei due ebrei aggrediti ha subito un violento colpo al viso ed ha perso un dente. L’ispettore Waterfield ha comunicato che le forze dell’ordine sono al lavoro per assicurare alla giustizia tutti quelli che non sono stati identificati e ha rassicurato la comunità ebraica promettendo un maggiore controllo nella zona.

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