Abu Mazen detto “Il Moderato” elogia i terroristi della jihad islamica

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Micol AnticoliEditor & Event Manager
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Medio Oriente

Abu Mazen detto “Il Moderato” elogia i terroristi della jihad islamica

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In una lettera inviata alla famiglia del terrorista sospettato di aver sparato all’attivista nazionalista Yehuda Glick, il Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen ha porto le sue condoglianze ed ha elogiato Mutaz Hijazi che “ora andrà in paradiso perché morto come un martire, difendendo i diritti della nostra gente e i suoi luoghi santi”.

Mu’taz Hijazi era un palestinese di Gerusalemme est legato alla jihad islamica, che aveva passato 11 anni in carcere per attività terroristiche ed era stato rilasciato nel 2012. Ma si sa, capita che da quelle parti un terrorista diventi facilmente un “martire” e se a dirlo è i Leader dei palestinesi, si ha facilmente la misura di quanto sia malata una buona parte di quella società. Ma il Presidente Mahmoud Abbas, non contento dell’elogio, ha rincarato la dose ed ha scritto: “Con rabbia abbiamo appreso la notizia del feroce assassinio di Mutaz da parte dei terroristi dell’esercito di occupazione israeliano”.

Lettera abu mazen a famiglia di attentatore

Anche qui ce ne sarebbero di obiezioni, ma è bene ricordare quantomeno le dinamiche dell’uccisione del terrorista: Hijazi era sospettato di aver compiuto l’attentato ai danni di Yahuda Glick, quindi polizia e Shin Bet (i servizi di sicurezza interna) hanno circondato la sua abitazione per portarlo in centrale ed interrogarlo sull’accaduto, ma il 30enne ha pensato bene di sparare a raffica sugli agenti, morendo così in uno scontro a fuoco.

Difficile capire cosa ci sia di eroico in tutto ciò; certo è che dalla parte moderata della leadership palestinese ci si aspetterebbero atteggiamenti meno filo terroristi. Ma se non glielo fanno notare le altre nazioni, l’Onu, l’Europa o l’America, perché mai dovrebbe cambiare Abu Mazen? Se le potenze mondiali tengono la testa sotto la sabbia per poi sbucare fuori soltanto quando Israele fa un passo falso, perché mai il Presidente palestinese dovrebbe cambiare questa strategia decennale e vincente, che gli permette di ricevere finanziamenti per sé e per i suoi?

È proprio il caso di farlo sentire questo slogan: Palestina libera!!! Dalla corruzione e dal terrorismo.

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