Dan linea 40

Michael Sfaradi
Michael SfaradiGiornalista, Scrittore & Reporter di guerra
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attentato bus accoltellamento tel aviv

Hamza Matroh 23 anni di Tulkarem, questo è il nome del terrorista che questa mattina armato di coltello è salito sull’autobus numero 40 della società DAN trasporti dopo essere entrato illegalmente in Israele e a colpi di pugnale ha ferito 21 persone, 3 delle quali combattono fra la vita e la morte nelle camere operatorie degli ospedali Ihilov e Tell Asciomer di Tel Aviv.

L’autobus era quasi arrivato all’incrocio tra Begin Street e Carlibah, proprio al centro di Tel Aviv, e nel momento in cui il mezzo si è fermato al semaforo il terrorista ha cominciato la sua mattanza colpendo fendenti a tutti coloro che hanno avuto la sventura di trovarsi a tiro del suo pugnale. Un eroe per caso è stato l’autista dell’autobus che dopo aver aperto le porte per permettere la fuga ai passeggeri ha affrontato a mani nude il terrorista, senza questo suo gesto coraggioso il numero dei feriti sarebbe stato molto più alto. L’autista dell’autobus è uno dei tre ricoverato in gravissime condizioni e al momento in cui scriviamo è ancora in camera operatoria. Dalle registrazioni delle telefonate giunte alla polizia e al ‘Maghen David Adom’ (Lo scudo di David Rosso, il corrispettivo della Croce Rossa) si capisce quale possa essere stato il clima di terrore vissuto sia all’interno dell’autobus che sulla strada nel momento in cui i passanti si sono resi conto di quello che stava accadendo.

Nei pressi stava transitando anche un pulmino della polizia carceraria con una decina di agenti che sono intervenuti e dopo un breve inseguimento e alcuni colpi di avvertimento sparati in aria hanno ferito alle gambe il terrorista e lo hanno arrestato. Mentre Israele conta e cura i suoi feriti il portavoce di Hamas, da Gaza, manda la sua benedizione al gesto che definisce eroico e di liberazione. Bisognerebbe capire cosa ci può essere di eroico nel colpire civili inermi all’interno di un autobus, soprattutto lo dovrebbero capire tutti coloro che continuano a difendere e a finanziare questa organizzazione che ha come unico scopo la distruzione dello stato di Israele. Finché ci sarà Hamas non ci sarà tranquillità nella regione, questo dovrebbe essere chiaro a tutti, purtroppo nel mondo ancora si preferisce girare lo sguardo dall’altra parte, la verità, mai come di questi tempi, è la cosa più difficile da raccontare e da accettare.

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