Startup in rosa. La vera forza di Israele è investire sulle donne

Gender gap, in Israele è boom di startup fondate da donne

Diletta Funaro
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Hi-tech

Startup in rosa. La vera forza di Israele è investire sulle donne

Gender gap, in Israele è boom di startup fondate da donne

Hi-tech
Diletta Funaro

In questi ultimi anni, Israele si è guadagnata il nome di Startup Nation, diventando uno degli epicentri tecnologici più sviluppati del mondo. Nel 2017, dal punto di vista numerico, Tel Aviv si è classificata al sesto posto nel Global Startup Ecosystem Report del 2017, con circa 1500 startup attive nel territorio.

Cosa ha contribuito alla sua fenomenale crescita nel settore dell’high-tech? Nel libro Start-Up Nation, gli autori Dan Senor e Saul Singer identificano il livello di imprenditorialità del paese come un mix perfetto di:

  • Stretta vicinanza tra grandi università, grandi aziende e startup;
  • Un ecosistema che connette tutto e tutti (fornitori, pool di talenti ingegneristici e capitale di rischio).

Inoltre affrontano altri fattori cruciali, tra cui un forte lavoro di squadra, la disponibilità alla condivisione delle risorse e la determinazione delle startup a sognare in grande”. Accanto a tutto ciò, una solida struttura integrata fatta di acceleratori, incubatori e centri di co-working che forniscono lo spazio e il supporto per coltivare i talenti di oggi e di domani.

E poi ci sono le donne. Nell’edizione del 2015 della classifica Global Startup Ecosystem, Tel Aviv si è posizionata come la quinta città con la più alta percentuale di imprese fondate da donne.

Uno degli stabilimenti più importanti è Yazamiyot, una comunità lanciata nel 2012 dall’imprenditrice Hilla Ovil Brenner con l’obiettivo di potenziare e sostenere le donne che lavorano nei campi dell’alta tecnologia, della bio-tecnologia e dell’innovazione.

Queste le parole della co-fondatrice Shiran Melamdovsky:

Siamo la comunità principale per le imprenditrici israeliane per incontrarci, fare rete, imparare e aiutarci a vicenda, e la nostra visione è di aumentare drasticamente la presenza di donne imprenditrici in questi settori nei prossimi anni.

Yazamiyot collabora con Google Tel Aviv per il Google Campus for Moms, un programma progettato per consentire alle neo mamme di perseguire ruoli imprenditoriali, oltre a collaborare con altre iniziative tra cui Microsoft Accelerator, Rise – Barclays Innovation Program e WIX.

Questa consapevolezza ha contribuito ad un piccolo aumento, ma le donne si trovano ancora in stanze piene di uomini. Eppure, Tel Aviv si sta muovendo nella giusta direzione per fornire opportunità di crescita per le donne scalando la classifica delle 50 città presenti nella Dell Global Women Entrepreneur Cities Rankings 2017, guadagnando la posizione 24. Gli ultimi anni hanno visto un sostanziale incremento del numero di imprenditrici che guidano le startup in Israele, oltre a una maggiore presenza di donne che lavorano nel capitale di rischio e nelle imprese di investimento.

Altri stabilimenti stanno riuscendo nella loro facilitazione come trampolino di lancio per le donne nel mondo degli affari, per offrire supporto, approfondimenti e opportunità di networking in tutta Israele. Da Women in Wireless, fondata nel 2015 per “connettere, ispirare e responsabilizzare le leader femminili nello spazio mobile e digitale”, WMN, uno spazio di co-working per iniziative guidate da donne; Women of Startup Nation (WOSN), una comunità online fondata da Barr Yaron che documenta le storie di successo delle donne nel campo dell’high-tech.

Inoltre, Israele ha prodotto alcuni notevoli talenti femminili: Yasmin Lukatz, fondatrice di Israel Collaboration Network (ICON), un’organizzazione che collega imprenditori israeliani selezionati con venture capitalist. La Dott.ssa Kira Radinsky, ora Chief Scientist israeliana di eBay, ha venduto la sua società di analisi dei consumi SalesPredict a eBay per milioni di dollari.

Insomma,  Israele è uno stato come gli altri, con la differenza che ha compreso il valore delle risorse femminili e, stando a dei dati del 2017, alcune donne imprenditrici in importanti round di finanziamento, hanno raccolto importi simili agli uomini. L’industria sta cambiando e in pochi anni le donne saranno sempre più coinvolte nei grandi affari.

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