Perché media e politici abboccano sistematicamente alle menzogne della propaganda palestinese?

Le bugie di Hamas e di Abu Mazen si diffondono grazie anche alla colpevole complicità dei mass media

Ugo Volli
Ugo Volli
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pregiudizio antisraeliano

Perché media e politici abboccano sistematicamente alle menzogne della propaganda palestinese?

Le bugie di Hamas e di Abu Mazen si diffondono grazie anche alla colpevole complicità dei mass media

Propaganda palestinese. Succede qualche volta anche a chi segue con attenzione le vicende mediorientali di meravigliarsi della faccia tosta palestinista. E’ vero che in guerra si fa propaganda e che la guerra che gli arabi conducono contro Israele, da quando è chiaro che non possono prevalere militarmente, è soprattutto una guerra di propaganda: propaganda interna con le azioni più sanguinose che riescono a combinare per dare ai propri seguaci l’illusione della forza e propaganda esterna con menzogne vittimistiche sull’”occupazione” e le cattiverie degli ebrei (pardon, dei sionisti). Ma c’è un limita a tutto, anche alle menzogne fabbricate dall’industria di Pallywood. E invece…

Prendete per esempio la recente precisazione di Hamas che è riuscita ad affermare come non sia vero che le centinaia di aquiloni e palloncini incendiari ed esplosivi che partono da Gaza nelle ultime settimane bruciando tutta la natura e i campi intorno alla Striscia siano pericolosi o dannosi. No, le notizie che vengono da Israele sono esagerate, gli aquiloni sono solo il simbolo dell’esasperazione degli arabi di Gaza, che soffrono sotto l’assedio e mancano dei beni di prima necessità. Non importa che gli incendi siano stati abbondantemente documentati e visti da chiunque si sia avvicinato alla zona (per fare solo qualche esempio fra le centinaia che si trovano in rete cliccare qui, qui, qui e qui). E neppure che Israele abbia continuato a far passare migliaia di Tir di rifornimenti a Gaza, anche durante le peggiori crisi. E che l’Egitto confini anche lui con Gaza, ma impedisca i rifornimenti, eppure non sia bersagliato né da folle che cercano di sfondare i confini, né da strumenti incendiari. Quel che conta è la calunnia, tanto qualcuno ci crederà.

Altro episodio. Una delle lamentele che il mondo civile fa all’Autorità Palestinese è l’incessante incitamento alla violenza e al terrorismo che viene fatto nelle sua televisioni, nelle sue scuole, nei discorsi ufficiali. Basta aprire la pagina del Memri (Middle East Media Research Institute) per trovarne centinaia di esempi. Ora l’Autorità Palestinese sta cercando di rivoltare la frittata con un ridicolo trucco linguistico: anche loro, gli israeliani incitano, dice Abbas,  per esempio dicono che Gerusalemme è la capitale del popolo ebraico. A parte che si tratta di un’ovvia verità, chi può dire che sia la stessa cosa indicare i terroristi come modello ai giovani e proclamare la realtà storica di una città?

Terzo esempio. Se c’è una cosa che sta facendo l’Autorità Palestinese negli ultimi mesi è rifiutare con tutti i mezzi e preventivamente il piano di pace che Trump sta cercando di portare avanti. Nessuna trattativa, nessun incontro, niente di niente. Solo proteste contro chi ha l’ardire di proporre loro una via per la pace, giusta o sbagliata che sia. Eppure continua a dire di essere lui a volere la pace, l’ha ripetuto ancora qualche giorno fa al principe William d’Inghilterra. I media e i politici europei naturalmente non hanno esitazioni a credergli. Ma se uno vuole la pace, perrché rifiuta di discutere la proposta di pace che è sul tappeto? O se la rifiuta, perché non ammette di aver bisogno del conflitto per reggersi e continua a ripetere di essere uomo di pace? La risposta è chiara: propaganda, menzogna che sfida la decenza.

Che Hamas o Abbas mentano senza alcun pudore, è comprensibile, lo ripeto. In fondo loro della guerra vivono e ci fanno affari, non hanno mai vagamente pensato a un lavoro normale. Quel che lascia perplessi è che alle loro menzogne abbocchino i media e i politici soprattutto europei e soprattutto quelli di sinistra, “democratici”, “progressisti”. Chissà perché. Certo che l’ideologia è quel modo di guardare al mondo che non permette ai fatti di turbare le proprie convinzioni.

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