I palestinesi e la “misteriosa” scomparsa di due giornalisti italiani

Redazione
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Storia

I palestinesi e la “misteriosa” scomparsa di due giornalisti italiani

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La vicenda di Graziella De Palo e Italo Toni fa parte di quelle della storia repubblica caratterizzata da una serie di misteri: dalla strage di Portella della Ginestra alla bomba scoppiata alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980 e molti degli accadimenti che vanno sotto il cappello della “strategia della tensione”.

“Misteri” che tali non sono secondo molti analisti e personaggi, che a vario titolo, hanno gravitato attorno alle carte che riguardavano questi avvenimenti.

Misteri la cui risoluzione a volte sarebbe scritta nelle inchieste parlamentari e altre custodita gelosamente da poche persone.

Come nel caso della sparizione di due giornalisti italiani: Graziella De Palo e Italo Toni, avvenuto il 2 settembre 1980. Riavvolgiamo le lancette dell’orologio in quella caldissima stagione di 37 anni fa.

Il 27 maggio un aereo di linea Douglas DC-9-15 della compagnia aerea italiana Itavia si squarciò in volo, provocando la morte di tutti gli 81 occupanti. Aereo che era partito dall’aeroporto di Bologna, dove il 2 agosto scoppiò una bomba alla stazione che provocò la morte di 85 persone.

Venti giorni dopo ha inizio la dolorosa vicenda di De Palo e Toni, di cui vi proponiamo le tappe:

  • 22 agosto – Graziella e Italo raggiungono Damasco grazie a un viaggio organizzato da Nemer Hammad, rappresentante dell’Olp in Italia;
  • 24 agosto –  Graziella e Italo arrivano a Beirut, dove Al Fatah mette a loro disposizione una stanza dell’Hotel Triumph e un interprete, il prete palestinese monsignor Ibram Ayad;
  • 1 settembre – Graziella e Italo avvisano l’ambasciata italiana di voler visitare il sud del Libano e il Castello di Beaufort;
  • 2 settembre – Graziella e Italo partono dall’hotel Triumph su una jeep del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina di Nayef Hawatameh, spariscono e di loro non si saprà più nulla.

Un mistero per molti, un “mistero” per pochi.

Secondo la recente testimonianza di un ex collaboratore del Sismi in servizio sotto il comando del colonnello Stefano Giovannone, capocentro in Libano, i nostri 007 sapevano cosa fosse successo ai due giornalisti italiani già poche ore dopo la loro scomparsa.

Come ha riportato La Stampa:

“L’allora ambasciatore a Beirut, Stefano D’Andrea, aveva infatti inviato un rapporto riservato alla Farnesina in cui erano indicati, in modo preciso e circostanziato, gli scenari di quello che veniva definito un sequestro concluso con una doppia «esecuzione»”.

Nei giorni scorsi, Fabio De Palo, fratello di Graziella, ha lanciato l’ennesimo appello per sapere la verità su quanto accadde quella maledetta estate:

“Ci siamo rivolti a tutte le fonti possibili e ora ci rivolgiamo anche a lui, a cui vorremmo di aiutarci a trovare il luogo dove furono sepolti Graziella e Italo Toni”.

Dove per lui leggasi Bassam Abu Sharif, membro storico del Fplp prima e consulente di Yasser Arafat poi, che recentemente è stato ascoltato dalla commissione sul caso Moro, preseduta da Giuseppe Fioroni.

Un appello privo d’odio o risentimento, atto esclusivamente per venire a conoscenza del luogo di sepoltura dei due giornalisti italiani.

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