Palestina ammessa all’Interpol, da oggi siamo tutti meno al sicuro

Redazione
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Medio Oriente, News

Palestina ammessa all’Interpol, da oggi siamo tutti meno al sicuro

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La Palestina è stata ammessa all’Interpol. È questa la notizia più importante sul Medioriente arrivata da Pechino, dove si è tenuta la votazione. Gli Stati Uniti e Israele si erano opposti alla proposta palestinese, già rispedita al mittente lo scorso anno assieme a quella del Kosovo e delle isole Salomone.

In favore della proposta, che si è svolta a scrutinio segreto, si sono espressi 75 stati su 133 ammessi al voto, 24 voti contrari e 34 astenuti.

Il ministero degli Esteri israeliano aveva espresso la propria contrarietà perché la Palestina, non essendo uno stato, non aveva le qualifiche per diventare membro nell’organizzazione internazionale della polizia, che conta 192 paesi.

Il ministro degli Esteri palestinese Riad al Maliki si è dichiarato estremamente soddisfatto:

“In questa lieta occasione lo stato palestinese ribadisce l’impegno a sostenere i propri obblighi contribuendo alla lotta alla criminalità e alla promozione dello stato di diritto”.

Stato palestinese, bene, rappresentante di quale popolo palestinese? Quello che vive nella West Bank sotto l’egemonia di Abu Mazen che in inglese tende la mano a Israele per ingannare gli occidentali e in arabo inveisce contro lo Stato ebraico o quello che vive nella Striscia di Gaza, guidata dal gruppo terroristico Hamas?

La risposta arriva direttamente dai nostri media: la Palestina ammessa all’Interpol è quella rappresentata dall’Anp di Abu Mazen. Quindi la democrazia palestinese ha escluso parte del suo stesso popolo.

E l’Occidente quali ripercussioni avrà dopo questo ingresso?

Le conseguenze potrebbe essere estremamente negative, perché l’Anp è tutt’altro che una Autorità al di fuori dalle dinamiche terroristiche e potrebbe usare le notizie apprese all’interno degli uffici dell’Interpol per i propri scopi. Israele, secondo i media locali, avrebbe ricordato che “l’appoggio di Ramallah al terrorismo potrebbe impedire più che favorire gli sforzi dell’Interpol”.

Anni fa gli stati occidentali aveva fatto orecchie da mercante quando Benjamin Netanyahu aveva avvertito che le modalità del terrorismo islamico che aveva colpito in Israele si stava spostando nel Vecchio Occidente. In molti gridarono all’allarmismo, poi sappiamo come è andata a finire…

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