La notte dei cristalli, 9 novembre 1938

Redazione
-
Storia

La notte dei cristalli, 9 novembre 1938

Storia
Redazione

La notte dei cristalli (in tedesco Kristallnacht). Era il 9 novembre 1938 quando si verificò uno dei più ignobili pogrom compiuti dal regime nazista nei confronti della comunità ebraica tedesca. Il pretesto per i vili atti accaduti fra la notte del 9 e del 10 novembre di 79 anni fa fu l’uccisione del diplomatico tedesco von Rath a Parigi da parte di un giovane ebreo, a cui era stato ripetutamente rifiutato il rinnovo del passaporto.

Quella notte a migliaia di negozi appartenenti agli ebrei vennero distrutte le vetrine con mazze e bastoni, sessanta sinagoghe furono date alle fiamme e più di tremila ebrei presi a bastonate nelle proprie case durante la notte, mentre altri avevano il compito di lanciare i loro mobili dalle finestre. I superstiti finirono in manette per poi esser deportati nell’inferno dei campi di sterminio. Senza dimenticare il fatto “culturalmente” più significativo: migliaia di libri furono bruciati da nazisti nelle piazze diventate bracieri a causa della malvagità e spietatezza naziste.

Poco prima che la cieca furia antisemita dei nazisti colpisse l’inerme popolazione ebraica, Joseph Goebbels tenne un discorso in cui incolpava “gli ebrei” per la morte di von Rath e disse che il partito nazista, pur non organizzandole, non avrebbero ostacolato azioni antisemite. Le parole della Ministro della Propaganda del Reich vennero interpretate come un invito a quella che poi è passata alla storia come la “notte dei cristalli”, che di fatto diede il via tangibile agli orrori della Shoah. Secondo una lettera di Heydrich a Göring dell’11 novembre 1938 le vittime dei pogrom furono ufficialmente 91, in realtà il numero è decisamente maggiore: 400.

A chi chiede a gran voce quale sia la specificità dell’Olocausto, una delle risposte è proprio la notte dei cristalli. La sovraesposizione mediatica della Shoah, semmai ci fosse, non è prerogativa ebraica. Il popolo ebraico ha il diritto e il dovere di ricordare una parte nefasta della propria storia, ma è sempre andato avanti per scucirsi di dosso l’etichetta di vittima che gli altri gli hanno attaccato.

  • Progetto Dreyfus su Instagram

  • FOLLOW US