Macerata, dopo i disordini è stato rimosso il questore

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Macerata, dopo i disordini è stato rimosso il questore

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A Macerata è stato rimosso il questore dopo solo tre mesi di lavoro. Tanto è durata, infatti, la permanenza nella città marchigiana di Vincenzo Vuono che verrà trasferito a Roma, al Dipartimento: al suo posto l’attuale di direttore della II sezione della Direzione Antidroga Antonio Pignataro.

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha sottolineato che si tratta di un normale avvicendamento che rientra nella mobilità di dirigenti e prefetti.

Fonti vicine alla Questura hanno fatto sapere che la sostituzione sarà immediatamente operativa in vista di un “cambio di passo” dopo le ultime vicende.

A molti, infatti, è saltato all’occhio che i fatti di cronaca dell’ultima settimana abbia “accelerato” il cambio in Questura. Settimana in cui Macerata è diventata un crocevia di aggressioni e manifestazioni dopo la barbara uccisione di Pamela Mastropietro, la ragazza fatta a pezzi ancora senza alcun motivo e per cui sono stato fermati tre nigeriani.

Uccisione che ha portato a una “vendetta” da parte di Luca Traini, incensurato, che nulla aveva a che fare con Pamela. Il 28enne, partito da Tolentino, si è diretto a Macerata e ha sparato due caricatori contro sei extracomunitari, rimasti feriti. Testa rasata, è sceso dalla propria automobile con un tricolore legato al collo, ha fatto il saluto romano e urlato “Viva l’Italia” nei pressi del monumento ai Caduti, prima di arrendersi alle forze dell’ordine.

Nei giorni successivi sono state indette diverse manifestazioni. Da una parte Forza Nuova e Casapound, dall’altra gli antifascisti.

Il ministro dell’Interno Marco Minniti è intervenuto sugli avvenimenti di Macerata:

“La questione della sicurezza è una questione gigantesca. A Macerata il problema riguarda tutto il Paese. Quando la storia ci squaderna una questione così, una grande forza politica, un grande paese, non strumentalizza, non cavalca le emozioni, non sottovaluta: una grande democrazia cerca di capire cos’è avvenuto. In una democrazia è molto importante capire non cavalcare altrimenti si rischia di andare oltre il terreno della democrazia”.

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