La fine degli ebrei di Medina

Victor Scanderbeg Romano
Victor Scanderbeg RomanoAnalista Storico-Politico
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Storia

La fine degli ebrei di Medina

Storia
Victor Scanderbeg Romano
Victor Scanderbeg RomanoAnalista Storico-Politico

Muhammad the Prophet slaughters Banu Qurayza Jewish Tribe

La tribù dei Banu Qurayza giunge nella parte settentrionale dell’arabia nel corso delle guerre romano-giudaiche del I e II secolo. Formata da ebrei che, in patria, esercitavano diversi mestieri, riesce subito a raggiungere una buona posizione sociale rispetto alle tribù arabe della zona. I Banu Qurayza introducono infatti l’agricoltura nella zona e mettono a frutto anche le loro capacità commerciali. L’oasi di Yathrib, soprattutto grazie a loro, diventa un importante snodo agricolo e commerciale. Tracciare con precisione la loro storia nel corso dei secoli che vanno dal II al V necessiterebbe diversi volumi ma, visto che l’intento di questo breve articolo è mostrare le fasi dell’incontro-scontro con Maometto e i suoi seguaci, qui è sufficiente specificare che avevano sempre commerciato, stretto alleanze e, ovviamente, combattuto con le altre tribù. Sembra però che con l’arrivo di due tribù yemenite, i Banu Aws e i Banu Khazraj, gli ebrei Qurayza perdano la loro posizione di indipendenza e diventino, de facto, una tribù cliente degli Aws. Sostengono infatti questi ultimi nella continua lotta per il primato instaurata con i Khazraj, iniziata probabilmente nell’ultimo quarto del VI secolo e protrattasi nel VII. È proprio questo stato di guerra perenne che porta le due tribù a richiedere l’intervento, in veste di arbitro, di un signore della guerra arabo, ossia Maometto. In cambio, offrono accoglienza nella città a lui e a tutto il suo clan, che a La Mecca inizia ad avere sempre più oppositori.

Maometto lascia La Mecca arriva a Yathrib, la città-oasi più importante in cui si affrontano Aws e Khazraj. Il suo spostamento da La Mecca a Yathrib, che rinominerà Medina, è conosciuto come Hegira. Qui Maometto si mette all’opera per adempiere al compito assegnatogli e stila la Costituzione di Medina. Si tratta del documento con cui Maometto regola i rapporti fra le tribù presenti in città, comprese quelle formate da ebrei (Banu Nadir, Banu Qaynuqa e, per l’appunto, Banu Qurayza), e da cristiani. In realtà, molti storici mettono in dubbio la veridicità della Costituzione di Medina, di cui non è giunto ai giorni nostri nessun originale e che si pensa possa essere un lavoro più tardo, utilizzato ritagliando varie fonti, scritto appositamente per giustificare il comportamento di Maometto.

Ad ogni modo nel 624, mentre Maometto è intento a sconfiggere i Meccani nella battaglia di Badr, le tensioni fra ebrei e musulmani crescono. L’episodio che fa precipitare la situazione, riportato dalle fonti arabe, riguarda una donna musulmana e un orafo dei Qaynuqa. Non si sa per quale motivo, forse per puro caso, l’orafo calpesta il vestito della donna e questa, camminando, rimane nuda. Il marito di lei interviene e taglia la gola all’ebreo. Gli altri Qaynuqa, perlopiù residenti in due cittadelle fortificate nella parte sud-occidentale di Medina, corrono in soccorso del loro correligionario e uccidono il musulmano. Questo viene considerata una rottura della costituzione di Medina e la giustificazione dell’aggressione maomettana alla tribù.

In realtà, pochi storici occidentali reputano plausibile questo episodio e sottolineano le altre motivazioni dell’attacco. In primo luogo pongono l’accento sul fatto che Maometto, sconfitti i Meccani, è in una posizione di forza ottimale per eliminare gli ebrei, che non accettano di sottostare al suo governo. Seguono poi le considerazioni di tipo economico, sostenute in particolare dal Prof. Fred McGraw Donner (Università di Chicago): i mercanti ebrei sono rivali di quelli musulmani ed è immaginabile che questi ultimi chiedano di continuo a Maometto di risolvere il problema in modo definitivo.

Quale che sia la motivazione sottostante, Maometto fa radunare i Qaynuqa nella piazza del mercato:
Ebrei, non fate che Allah porti su di voi la vendetta che ha già portato sui Quraysh. Accettate l’Islam, perché sapete che sono il profeta mandato da Allah. Lo troverete nelle vostre scritture e nel patto che Allah ha fatto con voi.

Muhammad , pensi che siamo uguali alle tue genti? […] Dio ci è testimone, se ci combatti, vedrai che siamo veri uomini!

Gli Ebrei non hanno alcuna intenzione di convertirsi, quindi Maometto assedia le loro fortezze per 14 giorni, facendoli capitolare e costringendoli all’esilio. Le altre due tribù ebree, Nadir e Qurayza, non intervengono. Maometto però ha in serbo qualcosa anche per loro.

Il capo dei Nadir, il poeta Ka’b ibn al-Ashraf, viene accusato da Maometto in persona di aver composto dei versi di dileggio nei confronti delle donne musulmane. Le fonti storiche islamiche precisano anche che è l’intervento dell’Arcangelo Gabriele, che comunica a Maometto l’esistenza di un complotto contro di lui, a convincere il condottiero arabo ad agire. Al-Bukhari, nell’hadith 4:52:270, riporta le parole di Maometto:

Chi vuole uccidere Ka’b bin Al-Ashraf, che ha danneggiato Allah e il suo Profeta?

Muhammad ibn Maslamah e altri dei primi convertiti all’islam si offrono volontari. Chiedono al capo ebreo di accompagnarli a fare due passi e lo pugnalano. Da quel giorno, si racconta che nessun ebreo si sente più al sicuro a Medina.

Anche qui è importante sottolineare che, nel marzo 625, Maometto è sconfitto dai meccani a Uhud, e ha bisogno di rinsaldare la sua fama di condottiero invincibile al più presto. I Nadir sono un bersaglio eccellente, e Maometto ordina loro di lasciare Medina. I Nadir rifiutano, sperando anche nell’aiuto dei Qurayza che però non si materializza. A quel punto, Maometto assedia anche le cittadelle Nadir, che alla fine sono costretti alla resa. L’unica condizione che riescono a strappare a Maometto prima del loro esilio è quella di poter portare con loro tutti i beni mobili, ad eccezione delle armi. I Nadir caricano tutto su 600 cammelli, che passano attraverso Medina destando grande impressione, diretti all’Oasi di Khaybar. Due anni dopo,i soldati musulmani li raggiungeranno anche lì, massacrando gli uomini e riducendo in schiavitù le donne.

Con la divisione delle terre e degli edifici dei Nadir, Maometto raggiunge la posizione di indipendenza economica a lungo cercata. Dal sud, arrivano altri musulmani per occupare i luoghi strappati agli ebrei.

A Medina, gli unici ebrei rimasti sono i Qurayza. Maometto, chiamato come semplice arbitro di una faida decennale, si è impadronito della città e ha intenzione di eliminare l’ultimo ostacolo alla creazione della vera umma. L’anno è il 627, e le forze Meccane, unite a quelle di alcune tribù Beduine, attaccano Medina. In The Jews in the Arab Lands, Norman Stillman (University of Oklahoma) scrive che i Qurayza contribuiscono alle fortificazioni e forniscono armi ai soldati di Maometto, poi si rinchiudono nelle loro fortezze.

Anche quando un emissario dei Meccani, il capo degli ebrei Nadir in esilio, arriva per chiedere il supporto dei Qurayza, questi rimangono sulla loro posizione di sostanziale neutralità, anche perché non si fidano dei Meccani. Quello che noi conosciamo come “parlè”, ossia l’incontro per discutere tregue, alleanze e condizioni di resa, è già stato utilizzato anche da Maometto quando ha tentato di corrompere i beduini Ghatafan e Fazara per portarli dalla sua parte. Egli però non accetta questo incontro e, dopo aver vinto la famosa Battaglia del Fossato, il primo giorno dopo la partenza dei Meccani attacca i Qurayza. Questi resistono 25 giorni e, quando capitolano, sono convinti di poter ottenere le stesse condizioni dei Nadir. Purtroppo però Maometto vuole fare di loro un esempio. Lo storico islamico dell’VIII secolo Ibn Ishaq racconta che, dopo aver fatto scavare delle fosse nella piazza del mercato, Maometto li fa portare lì a piccoli gruppi. I soldati di Maometto ne decapitano fra 600 e 900, tutti ragazzi e uomini, mentre le donne e i bambini sono ridotti in schiavitù.

Come parte del bottino, Maometto sceglie una ragazza ebrea, Rayhana, il cui marito è stato appena decapitato e gettato in un fosso. Rayhana diventa poi sua moglie, una delle tredici attribuite a Maometto.

Dopo il 627 Medina, resa fertile e ricca dagli ebrei fuggiti nel corso delle guerre giudaico romane, diventa una proprietà privata di Maometto. Tutte e tre le maggiori tribù di Ebrei sono state eliminate, e rimangono solo alcune famiglie che, però, non rappresentano un pericolo per il primo condottiero musulmano.

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