Fontana-legge Mancino, il ministro vuole abolirla

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Fontana-legge Mancino, il ministro vuole abolirla

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La legge Mancino va abrogata. È la proposta choc lanciata dal ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana. L’esponente della Lega nord si è dichiarato contro la legge dell 5 giugno 1993, n. 205, che condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, il cui scopo è incitare odio e violenza in chiave razziale, religiosa, nazionale ed etnica. Lorenzo Fontana, che già in passato si è reso protagonista di dichiarazioni contro l’aborto e l’omosessualità, ha affermato:

“Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano. I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato”.

Parole forti, che hanno vista la dura condanna di molti esponenti politici. I vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sono affrettati a dire che la legge Mancino non verrà annullata, che deriva dal nome dell’allora Ministro dell’Interno,  ma il problema rimane: un ministro della Repubblica italiana ha proposto di abolire una legge che tutela la diversità nel suo complesso. Lorenzo Fontana ha continuato:

“I fatti degli ultimi giorni rendono sempre più chiaro come il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e dei suoi schiavi (alcuni giornalisti e commentatori mainstream, certi partiti) per puntare il dito contro il popolo italiano, accusarlo falsamente di ogni nefandezza, far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l’intollerabile lontananza dalla retorica del pensiero unico. Una sottile e pericolosa arma ideologica studiata per orientare le opinioni. Tutte le prime pagine dei giornali, montando il caso ad arte, hanno puntato il dito contro la preoccupante ondata di razzismo, per scoprire, in una tragica parodia, che non ce n’era neanche l’ombra”.

Il ministro della Famiglia ed esponente del Carroccio, appena insediatosi, si scagliò contro l’aborto e disse che i gay “non esistono”. Oggi attacca la legge Mancino. Tutti attacchi a chi viene percepito come diverso. Chi sarà il prossimo?

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