Elezioni, fascio littorio nel simbolo di una lista anche se contrario alla Costituzione

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Elezioni, fascio littorio nel simbolo di una lista anche se contrario alla Costituzione

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Fasci italiani del lavoro e il fascio littorio. Sono il nome e il simbolo del movimento presente nelle liste alle elezioni amministrative a Sermide e Felonica. Movimento la cui candida sindaco Fiamma Negrini, vent’anni e diplomata in ragioneria, è stata eletta al Consiglio comunale della provincia di Mantova con 334 voti, conquistando il 10,42% dei voti.

Lo slogan di Fasci italiani del lavoro è “il futuro è tornato”, anche se a dire il vero l’unica cosa a tornare è il passato, visto la chiara ispirazione fascista del movimento coordinato da Claudio Negrini, che non hai mai nascosto la propria ammirazione per Benito Mussolini e il Fascismo.

Sul sito web, i Fasci italiani del Lavoro negano “l’asserita estraneità e avversione maggioritaria del popolo italiano verso il regime politico denominato ‘fascista’” e sui social usano la retorica e il vocabolario tipico di quel periodo storico che in Italia ha causato morte e nefandezze.

Il fatto sconcertante non è solo la presenza in una consultazione elettorale di un movimento contrario alla Costituzione italiana (legge Scelba e Mancino), ma che quella del 2017 non è stata l’unica apparizione.

Nelle elezioni del 2002, infatti, sempre a Sermide, i Fasci Italiani del Lavoro si sono presentati alle amministrative, candidando come primo cittadino Claudio Negrini, che al Corriere della Sera si diceva “orgoglioso di essere fascista” e  “orgoglioso di non aver mai rinnegato Benito Mussolini”. Lo stesso accadde nel 2007 e nel 2012. Tutto fra il silenzio generale.

Già nel 1994 Negrini provò a presentare la  lista “Fascismo e Libertà”, che però venne bloccata dalla Commissione elettorale di Mantova.

Il successo elettorale di quest’ultima elezione ha acceso i fari su una incredibile falla del sistema, che ha portato la presidente della Camera, Laura Boldrini, a scrivere al ministro dell’Interno Marco Minniti:

L’ammissione alle elezioni di una lista che si richiama dichiaratamente a nomi e immagini del partito fascista desta forti perplessità sul piano giuridico in quanto sembra contrastare con le norme costituzionali e legislative che vietano la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista. In questo senso ricordo che anche le “Istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature”, emanate nello scorso mese di maggio dal Ministero dell’Interno, stabiliscono che le commissioni elettorali circondariali ricusano ‘i contrassegni in cui siano contenute espressioni, immagini o raffigurazioni che facciano riferimento a ideologie autoritarie (per esempio le parole “fascismo”, “nazismo”, “nazionalsocialismo” e simili), come tali vietate dalla XII disposizione transitoria della Costituzione.

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