Antisemitismo islamico a Milano, il ritardo di Sala

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Antisemitismo islamico a Milano, il ritardo di Sala

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Antisemitismo islamico a Milano. Cori e slogan contro gli ebrei sono stati gridati nelle due manifestazioni contro la decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale d’Israele, avvenute il 9 e il 16 dicembre scorsi, in cui hanno partecipato anche diversi imam.

Gli episodi sotto passati quasi sotto silenzio. Le proteste della Comunità ebraica locale e quelle fatte sui vari social sono state poco ascoltate dalle autorità competenti. Solo il 29 dicembre un articolo di Giulio Meotti sul Foglio ha riacceso i fari sull’accaduto, “costringendo” il sindaco di Milano Giuseppe Sala a prendere posizione, anche se in maniera tardiva e piuttosto timida.

Mercoledì scorso il deputato Emanuele Fiano e il segretario del Pd di Milano Pietro Bussolati hanno presentato  una denuncia contro coloro che hanno intonato gli slogan antisemiti.

Fra le due, la manifestazione più “pericolosa” è stata quella svoltasi il 9 dicembre a Piazza Cavour, in cui è risuonato lo stesso slogan udito a Malmö, in Svezia, qualche giorno prima: “Khaybar, khaybar ya yahud, jaish Muhammad saya’ud”, la cui traduzione è: “Khaybar, Khaybar, o ebrei, l’armata di Maometto ritornerà”. Il coro è stato ripetuto otto volte dai manifestanti che poi hanno anche lanciato il grido di battaglia islamista: “Allah Akbar! Allah Akbar!”.

Perché questa manifestazione è considerata più “pericolosa” dell’altra?

Perché Khaybar è il nome dell’oasi dell’Hegiaz abitata da ebrei conquistata da Maometto nel 628 e nella narrativa islamista è divenuta sinonimo di una sottomissione finale e violenta degli ebrei. Maometto e il suo esercito aggredirono gli ebrei insediati a Khaybar, a nord di Medina, spazzando via la presenza ebraica nella zona.

Con questo slogan i manifestanti hanno chiarimento lanciato un monito: uccidere tutti gli ebrei.

Perché il sindaco di Milano è intervenuto sulla vicenda solo tre settimane dopo?

Se il Foglio non avesse pubblicato l’articolo in questione, ci sarebbe stata una risposta della politica?

Nell’hinterland milanese la situazione relativa agli islamici è molto complessa e articolata. Sarà questo il motivo per cui il sindaco Sala ha preso posizione su quanto accaduto solo dopo molti giorni?

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